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Archivio per il giorno 27 Maggio 2007


domenica 27 Maggio 2007, 23:50

Arrivederci e grazie

Questo √® un avviso per quei tifosi del Toro che non frequentano i forum, e si limitano a leggiucchiare la Busiarda e guardare qualche trasmissione in TV: non sorprendetevi, non scandalizzatevi quando in un momento indefinito tra stasera e la prossima settimana Cairo annuncer√† il licenziamento dell’allenatore Gianni De Biasi.

In fondo, a guardare la superficie, si rimarrebbe esterrefatti: De Biasi √® l’allenatore che ha preso il Toro nel derelitto stato in cui si trovava nell’agosto del 2005, due giorni prima del campionato, e lo ha guidato a una incredibile promozione in serie A. Quest’anno √® stato cacciato in modo assurdo tre giorni prima dell’inizio del campionato, √® stato richiamato quando la squadra aveva perso sei partite di fila in modo indegno, si √® messo in panchina ed √® riuscito nella seconda missione impossibile, quella di salvarlo dalla serie B. Andrebbe portato in trionfo: allora, perch√® cacciarlo?

E’ che, seguendo la squadra pi√Ļ da vicino, si scopre che le cose stanno un po’ diversamente. De Biasi √® un allenatore medio, le cui scelte tecniche lasciano spesso molto a desiderare, cos√¨ come l’interpretazione delle partite; e potremmo citare vari esempi di cambi sbagliati e partite buttate incredibilmente (qualcuno ricorda ancora Bari – Torino dell’anno scorso, da 0-2 a 2-2 negli ultimi quattro minuti). Ma il problema vero non √® questo.

Quest’estate, De Biasi √® stato cacciato (pare; si parla sempre di voci, che per√≤ hanno ricevuto numerose conferme incrociate) per un motivo preciso: pare che mentre Cairo lavorava per vendere un po’ dei giocatori in esubero dalla serie B – onesti pallonisti come Ungari, Orfei, Doudou, Martinelli, gente che al massimo pu√≤ giocare in una media B, certo non in serie A – lui sottobanco li incitasse a non accettare il trasferimento, perch√® li avrebbe fatti giocare anche a fronte di nuovi acquisti molto pi√Ļ forti: insomma, remasse contro il suo datore di lavoro.

Solo malignit√†? Bene, osserviamo cosa succede dopo: De Biasi viene cacciato, arriva Zaccheroni. L’inizio √® difficile, ma dopo un paio di mesi la squadra comincia a riprendersi; alla fine del girone d’andata, il Toro ha 22 punti, mette in difficolt√† Milan e Roma negli scontri diretti, √® ben lontano dalle ultime posizioni e anzi sembra poter lottare per un posto in Europa. Poi, d’improvviso, il buio: sei sconfitte consecutive, via via sempre pi√Ļ imbarazzanti e inspiegabili.

L’ultima √® a Verona, 3-0 dal Chievo. Il giorno prima, in ritiro a Desenzano, Zaccheroni chiude la squadra nello spogliatoio e pretende, in privato, fedelt√†. Come risultato, il mattino dopo gli fanno trovare tutto in piazza su Tuttosport. Pancaro – uno che sar√† anche vecchio e stanco, ma in termini di classe e carriera ad alto livello vale il resto del Toro messo insieme – sull’autobus si incazza con gli altri. Rosina, cosa pensa dei compagni l’ha gi√† detto sul suo sito, finendo inevitabilmente in tribuna. Perch√® quello che √® chiaro √® che il gruppo storico dell’anno prima, in testa Muzzi che non accetta di non essere titolare, ha smesso di giocare: vuole la testa di Zaccheroni, e il ritorno di De Biasi, a costo di mandare a monte la stagione.

E cos√¨, di fronte alla situazione, Cairo non ha alternative: licenzia Zaccheroni, che da signore non rilascia nemmeno una intervista, e richiama De Biasi, che ha nel frattempo rifiutato altre possibilit√† di tornare ad allenare; c’√® chi dice che abbia addirittura manovrato la rivolta di spogliatoio per fare le scarpe al collega. De Biasi torna e rilascia dichiarazioni poco concilianti, come a dire: qui comando io. Dice che perdona Cairo per l’errore di averlo cacciato, ma che alla fine ha avuto ragione lui.

Guarda caso, tornato De Biasi, praticamente tutti i nuovi acquisti finiscono in panchina o in tribuna, e tornano in campo i senatori della B, da Ardito a Muzzi; e guarda caso, la squadra ricomincia d’improvviso a giocare. Grazie anche a un calendario favorevole, mette insieme un filotto di buoni risultati; a quel punto, ci si sente gi√† salvi. E guarda caso, ricominciano le pessime partite, quelle svogliate, in cui i giocatori pascolano per il campo in modo irritante; e guarda caso, i vari senatori cominciano ad avanzare richieste di rinnovi di contratto e aumenti di stipendio.

Peccato che succeda l’imprevedibile: le ultime cominciano a fare punti su punti, la quota salvezza si alza, e il Toro si trova nei guai. Si salva solo grazie a un miracolo, a una incredibile vittoria a Roma in cui la Roma, imbottita di riserve per via delle finali di Coppa Italia situate il mercoled√¨ prima e quello dopo, batte quindici calci d’angolo e prende tre pali, di cui uno al 93′. E poi, appena salvo, De Biasi non contento fa altre dichiarazioni bellicose: dice che Cairo pare non avere un progetto e rischia di prendere in giro i tifosi.

La summa di De Biasi √® la partita con l’Inter di oggi: una prestazione irritante, dove la sconfitta era prevedibile, ma l’accidia con cui il Toro ha camminato per il campo √® inaccettabile, senza provare mai a recuperare, senza un minimo di grinta. De Biasi schiera una formazione senza capo n√® coda, con il giovane difensore centrale Ogbonna posizionato all’ala, e l’altro difensore Di Loreto come regista. Poi aspetta fino a cinque minuti dalla fine per inserire un’altra punta, come se non gli importasse di provare a pareggiare. Invece, mentre le altre squadre usano l’ultima partita per far esordire i giovani o per far giocare chi non ha mai visto il campo, lui manda in campo Luigi Martinelli, 37 anni a settembre, onesto difensore di B e C1 che in tutta la carriera ha visto la serie A solo quest’anno dopo il ritorno di De Biasi; la cui qualifica principale √® quella di far parte del gruppo di “amici di De Biasi”.

Insomma, il giudizio della tifoseria (e di Cairo) √® ormai quasi unanime: ci si trova di fronte a un allenatore che manovra lo spogliatoio, e che invece di far giocare i migliori manda in campo i propri fedelissimi, lavorando contro il presidente o contro l’allenatore precedente. Naturalmente esiste anche l’altra campana, quella per cui Cairo sarebbe un fanfarone o un pasticcione, Zaccheroni un incapace, e De Biasi ha salvato la situazione: lui sarebbe magari un po’ arrogante o suscettibile, ma non in malafede.

Quel che √® chiaro – basta leggere – √® che Cairo non ha nessuna intenzione di restare per un’altra stagione ostaggio dei propri giocatori ed eventualmente di De Biasi. E quindi, salutato il maggior numero possibile dei vecchi padroni dello spogliatoio, da Muzzi in gi√Ļ, vedremo un nuovo allenatore, se non un clamoroso ritorno di Zaccheroni. Nel frattempo, benvenuti nel calcio moderno.

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domenica 27 Maggio 2007, 14:01

Disney spiega il copyright

Oggi è domenica, e quindi mi limito a lasciarvi con un pezzo di magistrale intrattenimento: la teoria del copyright spiegata dai personaggi Disney. Enjoy.

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