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Archivio per il giorno 5 Agosto 2008


martedì 5 Agosto 2008, 01:11

Shopping

Oggi √® stato il giorno dello shopping: infatti al mattino sono andato al Museo d’Arte Ghibli di Mitaka, con annesso negozio di souvenir appropriatamente denominato Mamma Aiuto!; poi, approfittando dell’essere sulla strada, mi sono fermato a Nakano per vedere il famoso Mandarake, dove ho comprato un paio di numeri uno di manga giapponesi tanto per averli, ma soprattutto ho osservato il disfacimento umano di ragazzi nipponici che passano le giornate a collezionare gasshapon di Nami di One Piece seminuda in quindici posizioni diverse; e infine sono andato a Akihabara.

Il museo Ghibli √® stato per certi versi una delusione, nel senso che il museo √® pi√Ļ che altro un complemento del negozio, e in pi√Ļ √® veramente centrato sui bambini; allo stesso tempo, due o tre cose l√¨ dentro sono comunque magiche. Poi √® stato bello vedere la riproduzione dello studio e del processo di produzione, con un sacco di meravigliosi sfondi dipinti a mano con la tempera, prima di sovrapporre il rodovetro con i personaggi animati; quando li vedi nel film non ti rendi conto di quanto siano perfetti… tanto √® vero che una sezione del museo √® dedicata a un gemellaggio col Louvre che ospita riproduzioni rimpicciolite della Gioconda e di altre opere, con un effetto per noi buffissimo (anche perch√© met√† delle didascalie in francese erano sbagliate).

A parte questo, in tutto il museo non c’√® mezza riga in lingua altra dal giapponese, per√≤ se uno conosce un po’ di tecnica dell’animazione e un po’ di opere di Miyazaki se la cava lo stesso. Alla fine sono stato quasi tentato di fare la follia e calare 250 euro per un fotogramma originale (completo, sfondo pi√Ļ rodovetro) di Mononoke Hime, ma poi mi sono trattenuto; comunque, qui √® uscito da due settimane Ponyo della scogliera sul mare e, anche se √® evidente il tentativo di produrre un nuovo Totoro, i bambini erano tutti l√¨ per quello. Ah, e per salire sul nekobus di peluche: quello li mandava in delirio.

Il Mandarake di Nakano √® stato invece un bel contrasto: immaginatevi un centro commerciale tipo gli ultimi due piani della Rinascente di via Lagrange, insomma un posto triste di negozietti un po’ mal messi, un po’ vecchi, un po’ sporchi e abbandonati; solo che per tutti e tre i piani superiori il posto √® stato via via colonizzato da Mandarake, un negozio di materiale fumettoso di ogni genere per appassionati duri e puri. I fumetti sono solo un accessorio; esistono una dozzina di diversi negozietti Mandarake, ciascuno di un 20-30 metri quadri pieni zeppi di roba affastellata, ciascuno dedicato a un aspetto diverso.

Per esempio, c’√® il Mandarake per il cosplay, dove a un centinaio di euro puoi comprare i vestiti da Sailor Moon fatti e completi; c’√® il Mandarake per i collezionisti di automobiline; c’√®, ed √® enorme, il Mandarake per le statuine di plastica dei personaggi dei fumetti, i gasshapon appunto. C’√® il Mandarake per i doujinshi per lui, pieno di belle ragazze che la danno via in ogni posizione ma solo su carta disegnata, e il Mandarake per i doujinshi per lei, pieno di bei pornazzi con uomini muscolosi disegnati in gran dettaglio. I normali manga diventano quasi irrilevanti…

Dopo di questo – ed erano gi√† quasi le quattro del pomeriggio – ho preso il treno e ho attraversato tutta la citt√† per andare a Akihabara, uscita Electric Town (scritto direttamente in inglese). Si tratta di qualche isolato dove sono concentrati i maggiori negozi di elettronica del paese; ognuno di essi occupa i sei o sette piani dell’intero palazzo, anzi i pi√Ļ grossi, come Sofmap, hanno pi√Ļ palazzi tra cui la roba √® suddivisa per genere – il palazzo dei videogiochi, il palazzo degli apparecchi elettrici, il palazzo dei computer, il palazzo dei CD…

Grazie alle mie precedenti esperienze asiatiche, sapevo che la cosa migliore era girare un po’, per trovare i prezzi migliori; per ciascuna cosa ci possono essere differenze di prezzo anche di tre o quattro volte. Ovviamente i prezzi pi√Ļ bassi erano nelle bancarelle delle strette vie sul retro, e non certo nei mega-negozi sul corso vicino alla stazione; comunque ho portato via 50 DVD-R 16x, bulkissimi, per circa 7 euro (Urbani & discografici, ti√®), una mini-SD da 2GB per il mio nuovo cellulare a circa altrettanto, e un adattatore per i controller PS2-USB (->PS3/PC) a una decina di euro. Devo ancora decidere se comprare un’altra compact flash per la macchina fotografica (quelle cinesi base sono a 24 euro per 8 GB) e una SD per la PS3 (ma la mia PS3 schifida da 40GB legge le SD?).

Nel frattempo, girare per i vari palazzi √® stato istruttivo. Intanto ho capito che la PS3 qui √® stata un fiasco pazzesco: ci sono interi piani di giochi per la PS2, mezzi piani per la PSP, e solo un angolino per la PS3, anche se i giochi costano leggermente di meno; per esempio √® appena uscito Soul Calibur IV e si trova in offerta lancio sui 30 euro; sar√† solo in giapponese, per√≤ pare che i giochi per PS3 siano region-free, quasi quasi…

Poi, √® stato interessante vedere il reparto dei giochi per PC: due o tre piani per palazzo, in cui uno scaffale di una corsia ospitava, che so, Age of Empires e Civilization. Tutto il resto ospitava giochi soft-porno, di quelli in cui puoi dialogare con le donnine fino a farle spogliare; corsie e corsie di giochi del genere. Addirittura c’era lo spazio dedicato a prenotare le nuove puntate delle varie serie prima che uscissero, in modo da essere sicuri di non mancarle.

Per fortuna oggi era un giorno feriale, e non c’era cos√¨ tanta gente in giro; √® stato piacevole. Domani gita in giornata; vi racconter√≤.

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