Sky
Vittorio vb Bertola
Affacciato sul Web dal 1995

Sab 18 - 11:00
Ciao, essere umano non identificato!
Italiano English Piemonteis
home
home
home
chi sono
chi sono
guida al sito
guida al sito
novità nel sito
novità nel sito
licenza
licenza
contattami
contattami
blog
near a tree [it]
near a tree [it]
vecchi blog
vecchi blog
personale
documenti
documenti
foto
foto
video
video
musica
musica
attività
net governance
net governance
cons. comunale
cons. comunale
software
software
aiuto
howto
howto
guida a internet
guida a internet
usenet e faq
usenet e faq
il resto
il piemontese
il piemontese
conan
conan
mononoke hime
mononoke hime
software antico
software antico
lavoro
consulenze
consulenze
conferenze
conferenze
job placement
job placement
business angel
business angel
siti e software
siti e software
admin
login
login
your vb
your vb
registrazione
registrazione
domenica 10 agosto 2008, 16:10

Cinesi all’italiana

Si √® sparsa in un lampo, ieri pomeriggio, la notizia secondo cui i provider italiani stavano provvedendo a censurare The Pirate Bay, il sito svedese che costituisce il pi√Ļ noto aggregatore mondiale di file torrent – i file che, semplificando, contengono i link che permettono lo scaricamento di film, musica e programmi dalla rete peer-to-peer BitTorrent. L’utente che scarica i file commette spesso violazioni del copyright (ma anche no, visto che su queste reti esistono anche molti file resi liberamente disponibili dagli autori); se ne sia responsabile chi fornisce i link che permettono tale operazione, √® un altro paio di maniche. L’industria della musica lo vorrebbe, ma in Svezia la legalit√† di questo sito √® stata pi√Ļ volte confermata.

Per qualche ora si è cercato di capire: pare che un magistrato italiano Рil pubblico ministero Giancarlo Mancusi, già responsabile di indagini su altri siti del genere, che avevano portato al loro sequestro Рabbia inviato ai provider un qualche provvedimento che li vincola a censurare il sito. I provider hanno aderito alla spicciolata; stando alle verifiche organizzate in rete, alcuni hanno provveduto a rendere inaccessibile il suo record DNS, mentre altri hanno bloccato il traffico diretto al suo indirizzo IP, e altri ancora non hanno fatto nulla, forse perché non hanno ricevuto alcuna ordinanza.

Gi√† questo fa capire che questa storia √® una barzelletta, visto che, a seconda del provider che vi capita, potreste vedere il sito oppure no. Si sa poi che questi provvedimenti sono inefficaci: e difatti, nel giro di poche ore gli svedesi di The Pirate Bay hanno cambiato l’indirizzo IP e si sono resi accessibili anche al nuovo indirizzo http://labaia.org/, in questo modo aggirando entrambi i tipi di blocco. Hanno poi pubblicato un duro comunicato accusando l’Italia di fascismo; in effetti, abbiamo un Presidente del Consiglio che √® anche proprietario del maggiore conglomerato mediatico del Paese, che ha appena fatto causa a Google e che ha soltanto da guadagnare dalla chiusura dei siti che permettono forme alternative di distribuzione dei media.

Il vero problema, per√≤, √® che nessuno capisce cosa sia successo dal punto di vista legale. La legge italiana permette alla polizia postale di obbligare i provider a censurare dei siti, ma soltanto in caso di pedopornografia o di gioco d’azzardo non autorizzato. In questo caso, l’unica ipotesi credibile pare che questo giudice abbia ordinato il sequestro preventivo del sito in quanto strumento per commettere reati; ma un sequestro √® un provvedimento oppugnabile che va inviato al responsabile. In base a cosa il giudice possa sequestrare un sito obbligando dei terzi a renderlo inaccessibile sfugge a qualsiasi comprensione giuridica.

Inoltre, √® chiaro che questo provvedimento danneggia anche gli utenti finali; milioni di utenti Internet italiani che improvvisamente si ritrovano privi della possibilit√† di accedere a un sito, pur pagando un regolare abbonamento a Internet, che dovrebbe permettere di accedere a qualsiasi sito della rete. Come √® possibile per un utente difendere i propri diritti, contro un provvedimento che non si sa cosa dica, a chi sia indirizzato, dove sia stato emesso? Il giudice aveva il potere di ordinare questa censura, e in base a cosa? Se non ce l’aveva, ed √® stata una libera iniziativa dei provider, come faccio a denunciare la violazione del contratto di accesso?

Insomma, ci√≤ che lascia davvero scoraggiati √® che non siamo nemmeno buoni a censurare i siti in modo ben organizzato; un giudice di Canicatt√¨ o di Roccaperetola si sveglia e decide che un sito deve essere cancellato dalla rete, senza alcun contraddittorio o verifica; dopodich√© i provider un po’ alla spicciolata fanno quel che vogliono, alcuni censurano in un modo, altri nell’altro, altri non fanno proprio niente; dopo mezz’ora il blocco √® aggirato e il mondo ci ride dietro; nel frattempo il cittadino resta l√¨, con la propria libert√† di informazione offesa (almeno teoricamente) e senza saper bene che fare. Cinesi, insomma, ma all’italiana.

Cercheremo di capire meglio come possa stare in piedi (se lo sta, e ne dubito) questo misterioso provvedimento; nel frattempo, chiunque si trovasse il sito oscurato farebbe bene a scrivere al proprio provider e lamentarsi duramente. Non paghiamo certo l’abbonamento ADSL per lasciare che il nostro provider decida a piacimento cosa farci o non farci vedere; almeno su questo, √® il caso di insistere.

divider

6 commenti a “Cinesi all’italiana”

  1. Jazzica:

    Proprio ieri sentivo in tv la proposta di vietare di fumare in macchina….se cos√¨ fosse, i fumatori in teoria dovrebbero pagare meno soldi per il bollo, visto che trattasi di tassa di propriet√†, dove a mio avviso per propriet√† si “dovrebbe intendere” un luogo appartenente a chi ha tirato fuori i soldini per acquistarla, con la sua massima libert√† di utilizzo [sempre compatibilmente col codice della strada, of course!!]…..quindi, in linea di principio, se il provider limita a sua discrezionalit√† alcuni accessi, “dovrebbe” anche adeguare la tariffa richiesta alle limitazioni imposte, secondo il noto principio del “do ut des”…peccato che i buoni principi vengano spesso applicati a senso unico e che i contratti fatti con le multinazionali siano il pi√Ļ delle volte modificabili solo unilateralmente, laddove la parte lesa √® sempre e solo l’utente che paga!!!!

  2. simonecaldana:

    ti verra’ rimborsato 1/2^32 del tuo abbonamento per i giorni di disservizio :)

  3. MailMaster C.:

    Per la cronaca, Fastweb ha bloccato l’accesso diretto e anche l’alternativa.
    Scrivo ma non sono molto fiducioso.

    Mandi

  4. Ciny2:

    MailMaster, se Fastweb ha bloccato IP del sito, rendendo inutile l’utilizzo di un DNS alternativo, Basta usare un proxy per aggirare il blocco, oppure usare software come TOR.

  5. D# AKA BlindWolf:

    Provvedimento molto atipico, specialmente se consideriamo anche questo:
    http://www.minotti.net/2008/08/15/pubblico-e-privato-cosi-non-va/

  6. vb:

    In breve, siamo nella merda (di polizia, anzi no, di magistratura).

 
Creative Commons License
Questo sito è (C) 1995-2018 di Vittorio Bertola - Informativa privacy e cookie
Alcuni diritti riservati secondo la licenza Creative Commons Attribuzione - Non Commerciale - Condividi allo stesso modo
Attribution Noncommercial Sharealike