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mercoledì 24 Settembre 2008, 11:59

La dinamica madama

Stamattina, su La Stampa, è uscito un articolo che annuncia l’arrivo di telecamere a bordo dei bus, con lo scopo di riprendere e multare chi viola le corsie preferenziali. Personalmente la trovo un’ottima iniziativa, visto che per me le preferenziali sono sacre; al massimo, in assenza del bus, le uso qualche volta come svincolo degli ultimi venti metri prima dell’incrocio, per girare a destra dai viali senza far rallentare il traffico dietro di me.

C’è però, su una delle arterie principali di Torino – l’asse Potenza – Trapani – Siracusa – una invenzione magica che da tempo lascia tutti noi perplessi. E’ arrivata dopo le Olimpiadi, e nonostante siano passati due anni nessuno ha ancora capito bene cosa vuol dire: è la “corsia preferenziale promiscua”.

Trattasi di una corsia delimitata con la canonica striscia gialla, però tratteggiata; è accompagnata da cartelli che dipingono artisticamente le tre corsie con quella di destra separata da una riga gialla continua e occupata dal bus, però con il sottotitolo “CORSIA PREFERENZIALE PROMISCUA – DARE PRIORITA’ AL BUS”.

Avete capito tutto? Beati voi: nessuno è veramente sicuro se, alla fine, su quelle corsie si possa andare o meno. Va detto che creare una vera preferenziale in quel punto sarebbe da incoscienti: l’unico autobus che ci passa – il 2 – ha frequenze simili alle morti dei Papi, ma in compenso il traffico privato è intensissimo, visto che è la principale arteria di collegamento nord-sud a ovest del centro città. Già così in ora di punta ci sono code lunghissime, figurarsi con una corsia in meno.

Deve essere per questo che hanno messo un “mezzo divieto”: alla fine, la versione più o meno ufficiale è che quelle corsie sono liberamente percorribili, a patto di dare “priorità” al bus. Nessuno sa bene cosa voglia dire dare “priorità”: il Codice della Strada non menziona alcunché di tutto questo. E’ un’altra geniale invenzione dell’assessore Sestero e dei suoi fidi, dopo il quartiere a 30 all’ora, la rotonda di piazza Derna, il sottopasso che porta solo nel parcheggio di 8 Gallery, le piste ciclabili più impercorribili dell’universo, le “onde rosse” sui viali per aumentare il più possibile i tempi di percorrenza, l’abbattimento della sopraelevata di corso Mortara e tante altre cose che l’hanno resa il bersaglio preferito delle lettere di Specchio dei Tempi.

Per questo – ma anche per fornirvi una prova inconfutabile a vostra discolpa, quando i vigili vi fermeranno sulla corsia di corso Potenza – è utile che guardiate anche questo video (qui a bassa risoluzione), ossia la risposta della “dinamica madama” all’interrogazione di un consigliere comunale, che chiedeva appunto cosa volesse dire “corsia preferenziale promiscua”. Stretta nel suo golfino, ci mette solo tre minuti e mezzo di divagazioni per venire al punto, cioè che tutti quei cartelli e quelle strisce tratteggiate coi nostri soldi non vogliono dire nulla più di un generico invito “per favore, fate passare i bus”, ma sono state fatte così per spaventare un po’ i guidatori sabaudi meno coraggiosi.

Mentre lo guardate, ricordatevi la carriera della signora Maria Grazia Sestero Gianotti: preside di liceo, assessore provinciale PCI, consigliere regionale, parlamentare di Rifondazione Comunista per due anni, poi trombata nel 1994; mentre Chiamparino perdeva tra gli operai di Mirafiori Sud con Meluzzi, lei bissava perdendo altri quartieri rossi come Pozzo Strada e Mirafiori Nord. Dopodiché, riciclata dai DS in Comune, fino a fare l’assessore al traffico. Le sue competenze in materia sono sconosciute; le ragioni della sua brillante carriera politica sono misteriose, a meno che il suo secondo cognome Gianotti non implichi una parentela con Lorenzo Gianotti, ex senatore comunista di Rivoli. Sicuramente degnissime persone, ma la competenza della Sestero in materia di traffico è davvero poco credibile.

Quando la guardate presentarsi in consiglio comunale vestita come se stesse andando a far la spesa, senza il rispetto che si deve all’istituzione, pensate a quanti vestiti eleganti potrebbe comprarsi con i 3108 euro mensili che riceve come pensione per i due lunghi anni di Parlamento, che naturalmente si cumulano con lo stipendio da assessore (e magari anche con l’aspettativa da dipendente pubblico?). Sarebbero comunque soldi che sarei lieto di contribuire a pagare, se servissero ad assumere una persona con capacità specifiche, o perlomeno sinceramente disposta a fare ciò che i torinesi vogliono; invece – lei come tutti gli altri – di arrivare in una posizione di potere qualsiasi grazie a una carriera puramente partitica, e, una volta lì giunta, imporre a tutti i cittadini le proprie preclusioni ideologiche. Purtroppo, questo è ciò che passa il convento della politica italiana in questi anni.

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18 commenti a “La dinamica madama”

  1. mantopelo:

    Vitto… peccato che l’ormone (e un ultimo soprassalto di dignità) me lo impediscano, sennò ti sposerei….
    la congiura degli incompetenti…
    MM

  2. for those...:

    Poveretti voi a Torino. Mica come qui a Milano che abbiamo la Moratti! Lei invece fa proprio ciò che vogliono i cittadini. Per esempio, i cittadini le hanno detto (con un sondaggio) che preferiscono i parcheggi alle piste ciclabili. E lei ha subito cassato il progetto delle ciclabili per fare nuovi parcheggi. (Bello presentare un progetto paradisiaco per farsi assegnare l’Expo e poi, ottenuta l’assegnazione, eseguirne un’altro!) . Ecchediamine, per abbattere l’inquinamento hanno già istituito l’ECOpass! Sta a vedere che adesso facciamo qualcosa per incoraggiare i milanesi a cambiare abitudini e mollare la macchina una volta per tutte!

  3. D# AKA BlindWolf:

    Ehhhhhhhh, i vantaggi di Alemanno! Lui una corsia PROMISCUA non la farebbe mai!!! :-D

    Scusate, ma oggi il mio senso dell’umorismo è peggiore del solito.

    P.S.: rimpiango la sopraelevata di C.so Mortara (mi permetteva di raggiungere la sona centrale in molti minuti di meno. Inoltre hanno chiuso anche il cavalcavia più vicino di via Breglio). E non so come fosse piazza Derna prima, ma spero che il semaforo per far passare il “4” in mezzo alla rotonda (!) si accendesse prima del passaggio del tram e non quando ormai eri già stritolato sulle rotaie.

  4. .mau.:

    @D#: in piazza Derna il tram non passava, e comunque non c’era la rotonda ma semplicemente un incrocio.

  5. D# AKA BlindWolf:

    @.mau.: grazie.

  6. Mike:

    Non vorrei fosse un francesismo come in “donner la priorité au bus”.

    Il povero 2 che doveva viaggare 20 metri sotto terra, non solo non è un tram, che avrebbe la precedenza, ma un autobus. Un pochino di precedenza gliela diamo?

  7. .mau.:

    La soluzione più logica (ma che farebbe incazzare gli automobilisti…) sarebbe avere la corsia preferenziale solo nelle ore di punta. Sicuramente non la si farà.

  8. vb:

    Probabilmente avrebbe senso una preferenziale in quel punto se vi fosse un flusso continuo di mezzi pubblici…

  9. mantopelo:

    ok, soprassalto di nostalgia, un post for Torinesi only:

    il mì babbo ha speso la sua vita professionale nella fu ATM Torino (GTT, 5T e co) in un ruolo sufficientemente di visione ma molto operativo. A parte una quantità copiosissima di “nanetti” su ogni genere di assessori e/o dirigenti pubblici coi quali ebbe a che fare nei 38 anni di servizio – ex post, mi sa che per far parte di una giunta a Torino sia requisito mandatorio non capire letteralmente un cazzo di gestione in generale e del traffico in particolare -, in famiglia si ricorda con spasso e sganasciamenti la questione “il metrò a torino”.
    Dico questo stimolato dal post di Mike sul 2… è diventata un’icona la faccia di papà rientrante la sera a casa con espressione depresso-ironica affermare “bon, entro una settimana cade la giunta”, frase intendente la conclusione e deposito dell’ennesimo “piano Metrò”… io ricordo almeno 7 giunte cadute!!!
    Un altro paio di esempi pescati nelle mie memorie famigliari (non relata refero):

    – i mitici JumboTram, li ricordate? un sabato mattina vengo portato, ragazzino, al deposito Regina in C.so Francia (direi in seguito abbandonato, defunto e poi smantellato) a visionare alcuni di questi mostri, comperati “sulla carta” per 1 miliardo di vecchissime lire cadauno. Sulla carta perchè, ahimè, ci si rese conto troppo tardi che non ci stavano proprio sui binari di Torino, deragliavano (con buona pace degli esami di ingegneria dei trasporti e il raggio di curva)… ma tant’è, acquistati interi e cannibalizzati per pezzi di ricambio dei “normal tram”….
    – i mondiali di calcio del ’90… quante notti insonni causate dalle emergenze in particolare causate da quel cazzo di tram 9 che da Torino Esposizioni doveva portare direttamente dentro lo stadio delle alpi! Ne ricordo due buffissime: gli olandesi della philips portano “in zona cesarini” il sistema di gestione intelligente dell’onda verde (integrazione dei flussi veicolari tra scambi e semafori)… c.so Massimo angolo c.so Vittorio, tram test arriva, scambio si apre, vettura entra nell’incrocio, sistema va a puttane, tram deraglia (vetrata della ex concessionaria jaguar…). Risoluzione del problema: dipendenti col palanchino ad aprire e chiudere gli scambi, modello 1920. secondo: il sotterraneo d’arrivo nello stadio delle alpi, sostanzialmente inutilizzabile sin da subito causa demente realizzazione dello stesso; perennemente alluvionato da acque di ogni genere (tombini what?)
    e ci stupiamo della Signora Sestero? appena appena in linea coi predecessori…..

  10. .mau.:

    @vb: negli anni in cui andavo al PdF col 2, posso assicurarti che il passaggio medio dei bus nelle ore di punta era intorno ai 3 minuti.
    Nel senso che ogni 10 minuti ne passavano tre assieme.
    Domanda: perché passavano tre bus assieme? forse che gli autisti si sentivano soli?

  11. vb:

    Mantopelo: Sbaglio o il motivo per cui il 3 fece per parecchi anni capolinea in corso Tortona anziché dove previsto – in collina sull’altra sponda del Po – fu dovuto al fatto che non avevano calcolato che i nuovi maxitram erano troppo pesanti per il ponte ed erano necessari dei lavori di consolidamento? Comunque sul sotterraneo del Delle Alpi concordo, nei primi anni di vita dello stadio andavo regolarmente coi mezzi ma passare lì sotto faceva paura…

  12. mantopelo:

    VB: è vero, il 3 avrebbe dovuto salire in c.so Gabetti / c.so Sella, ma il ponte di c.so Regina scricchiolava (almeno così dicevano i tecnici, e infatti ci fu tutta la querelle sui “ponti di Torino troppo vecchi per la città moderna”).
    Se interessa, in quel periodo assistetti a un paio di giga-topiche tipo:

    1) via Po, dir p.za Castello, prove dei nuovi JumboTram. Sale il bestione da Po verso Prefettura, imbocca la piazza e inizia a girare. Due serafici operai anziani delle squadre “sotto” mio padre osservano con occhio clinico la situazione e sentenziano “a’ ji vista nen” (non ci sta dentro). risponde papà “ma dai, fior di progettisti hanno scelto sti mezzi”… mentre il JT schizza come una molla fuori dai binari verso il basamento del monumento del fante… “sarà pru parej, ma a’s vede c’a l’an pà studià ‘basta” (sarà come dice lei, forse non hanno studiano abbastanza!)
    2) (uno dei numerosi) rifacimenti binari di via Nizza: strada chiusa per un’estate, settembre, tutti pronti, partono i nuovi tram. Due convogli si incrociano, e… si speronano, incastrandosi… primi lavori in completo subappalto (ditte ipermeridionali poi svanite nel nulla)… lieve errore nella posa dei binari, un po’ troppo vicini tra loro, i tram non ci stanno….
    Forza Sestero, waiting for you

  13. Mike:

    Certamente il sottopasso per il delle Alpi è stato progettato con gli stessi criteri dello stadio., oltretutto, anzichè pensare di prolungare i binari per la zona industriale hanno fatto una cosa utilizzabile solo per lo stadio. Oltretutto i binari, prima del 1990 c’erano già, andavano a congiungersi con i binari della Canavesana ed arrivavano fino al mattatoio (quindi erano binari SATTI e quindi non c’era da espropriare nulla). Almeno sarebbe servito a quelli che andavano a lavorare.

  14. vb:

    Ma no, come puoi pensare che si faccia una cosa così economica come riutilizzare i binari esistenti!

    Invece, nel 1990 decisero di interrare la Torino-Ceres (è quella la ferrovia di cui parli, non la Canavesana); di conseguenza, i binari di cui parli erano all’altezza sbagliata (cioè sul terreno) e quindi, invece di costruire una banale rampa per collegarli al nuovo tunnel, li buttarono via e costruirono invece il sottopasso per collegare il 3. Dopodiché, appena dieci anni dopo decisero di interrare il passante ferroviario anche nel tratto a nord di piazza Statuto (prima non ci avevano pensato…), per cui fu la Torino-Ceres a trovarsi all’altezza sbagliata, visto che il tunnel del 1990 sbuca a Torino Dora a livello terra. Per questo stanno ora pensando di buttare via il tunnel del 1990 e costruirne uno nuovo per la Torino-Ceres sotto corso Grosseto. Nel frattempo però decisero anche che lo stadio del 1990 era ormai inutile e ricostruirono il Comunale, buttando via anche il sottopasso del 3.

    Ora capisci perché dico che chi governa Torino o è molto incapace o ha molti amici nell’edilizia, o più facilmente entrambe le cose?

  15. Fabrizio:

    Ti ringrazio per quest’articolo che mi dà -finalmente- l’opportunità di affermare quanto me ne freghi di quella corsia pseudo-preferenziale la cui linea tratteggiata diventa improvvisamente unica a 100mt dagli incroci come se uno potesse rientrare nell’unica corsia riservata al traffico che procede dritto ovvero ppolverizzarsi se dietro dovesse accodarsi un bus. Fregarsene è il caldo invito che formulo a ognuno.

    Circa le altre corsie la penso e mi comporto come te.

  16. rectoscopy:

    A quale minuto del filmato inizia la descrizione della corsia preferenziale promiscua?

  17. vb:

    Verso i 3:00-3:30 dell’intervento della signora (c’è il cronometro dentro il video) spiega perché sono state fatte e che “gli automobilisti non prenderanno la multa se le percorrono”.

  18. Mike:

    vb #14

    Son o d’accordo che ci sia questa tendenza a costruire per costruire, ma mi sembra che anche a Milano sia così .mau. confermerà il buffo caso di Malpensa, delle Ferrovie nord e del passante. Ma ovviamente l’idea di integrare assieme diversi mezzi di trasporto pubblico è difficoltoso per l’italiano medio.

    Per la ferrovia mi son confuso, volevo dire Torino-Ceres. Credo che nel ’90 quel tratto di binari non fosse più utilizzato da anni e di sicuro non era elettrificato. Ma se hai dei binari, vuol dire che i terreni erano già di proprietà SATTI.

    Fra l’altro negli anni ’50 c’era un treno che arrivava fino a Savonera. Il percorso era all’incirca quello della tangenziale, vedi http://www.museotram.org/intercomunale/pianezza/descr.htm

    Per corso Mortara e dintorni stendiamo un velo pietoso. Per il discorso di tagliare in due il quartiere. Beh buttando giù la sopraelevata ci si è riusciti benissimo. Per il traffico ciclopendonale sarebbe bastato fare dei sovrappassi.

 
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