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venerdì 20 Marzo 2009, 19:44

Ancora sulla libertà

Ecco, ho passato il pomeriggio a discutere per via del post di ieri – che comunque non ritratto, anche se effettivamente la censura può non essere lo strumento giusto, visto il rischio di abusi: sarebbe stato sufficiente un serio avvertimento prima del film e un divieto ai minori di 18 o almeno di 16 – come peraltro è stato in quasi tutto il mondo – invece che di 14 anni.

Però ci tengo a dire che da alcuni concetti mi dissocio: dall’idea che la libertà di espressione sia senza limiti, per esempio. Io sono ben contento che l’apologia di fascismo, nazismo e razzismo sia vietata; gli stessi Stati Uniti, patria del primo emendamento, sono comunque arrivate a vietare in modo talvolta fin ridicolo qualsiasi promozione o giustificazione del razzismo. Ritengo che il bene per la collettività derivante da questi divieti sia superiore al rischio per la collettività derivante dal loro potenziale abuso.

Credo che se siamo arrivati ad avere una società in cui i giovani, per divertirsi, danno fuoco a un barbone o girano i semafori per causare un incidente e poi riprenderlo col telefonino, è anche perché da qualche decennio passa questo messaggio: che non ci sono limiti, che tutto è permesso, che “sono solo parole” (finché non vengono messe in atto, e poi dal giorno dopo è “come è stato possibile, nessuno l’avrebbe mai immaginato”).

E l’educazione spetta sì ai genitori, ma è il risultato dei messaggi che passano ovunque, spesso con mezzi di comunicazione che hanno un potere di impressionare e di persuadere molto superiore a quello di qualsiasi genitore; il cinema tra questi. E’ responsabilità di tutti noi lavorare per una società pacifica, dunque è irresponsabile e immorale proporre “solo parole” e “solo immagini” che presentino la violenza come normale, accettabile, esteticamente bella, simbolo di superiorità (di prevaricazione) anche se praticato dai “buoni” sui “cattivi”; tanto più quando è violenza gratuita, eccessiva, ingiustificata – perché i “supereroi” di Watchmen non si limitano a catturare i cattivi, si divertono a torturarli e ad ammazzarli in modi atroci per aumentare l’incasso al botteghino.

Scusate dunque se ho disturbato per un attimo il festino generale a base di donne mercificate con tette e culi ovunque, di guerre e ammazzamenti passati a ciclo continuo finché non fanno più alzare nemmeno un sopracciglio di indignazione, di sfruttamento senza limiti degli animali e della natura, di croci celtiche ed ex bravi ragazzi di Salò pensionati a spese nostre, e soprattutto di esseri umani persi in un relativismo totale, senza più scopi né ideologie né fedi se non quella di drogarsi di emozioni che svaniscono in un momento, lasciando soltanto il desiderio di provare la volta prossima qualcosa di più forte, di più nuovo, di più realistico; dimenticando che la realtà è innanzi tutto dentro di noi, e che la realizzazione personale non può che passare da una piena relazione con gli altri, che necessariamente implica una limitazione della propria libertà.

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7 commenti a “Ancora sulla libertà”

  1. Massimo Manca:

    Ma mentre tu matusa scrivi codeste cose, ci sarà sempre un vendicatore Supergiovane amicoalbar pronto a scrivere:

    “In questo momento Internet, e piu’ in generale altre forme di cultura con
    grande seguito tra i giovani (cartoni animati, videogiochi, fantasy…),
    nonche’ i giovani stessi, sono oggetto di continui attacchi da parte di
    giornalisti tromboni, politici gonfiati, psicologhe in carenza di carro,
    conduttori televisivi megalomani e altre persone che, occupando un posto
    rilevante nella societa’, parlano di cio’ che non conoscono usando luoghi
    comuni e stereotipi negativi.
    Di conseguenza, si propone la creazione del gruppo it.fan.culo, per
    scandalizzare ulteriormente queste persone con qualcosa che non possano
    comprendere, ma anche per favorire una riflessione ironica, dissacrante e
    profonda su questi problemi.
    Piu’ precisamente, lo scopo primario del gruppo e’ dimostrare che nulla e’
    troppo impresentabile da poter apparire su Usenet, e che Usenet, in nome
    della liberta’ di espressione, accoglie orgogliosamente nel proprio seno
    qualsiasi schifezza. In questo senso, nel gruppo saranno insultati
    pesantemente e volgarmente tutti coloro che esprimeranno la propria
    riprovazione per Internet o per altre forme di cultura moderna o giovanile
    parlandone a sproposito. Saranno pero’ accolte anche discussioni serie
    legate a tali forme di cultura, agli attacchi di cui sopra e alle possibili
    azioni di risposta.
    Il secondo scopo del gruppo e’ – come dice il nome stesso – quello di dare
    spazio agli insulti e alle oscenita’ che sarebbero censurabili su qualsiasi
    altro gruppo, purche’ accompagnate da una buona dose di ironia. Non saranno
    ammessi insulti gratuiti o immotivati o continuate flame personali.
    Il terzo scopo del gruppo e’ – come dice il nome stesso – quello di
    raccogliere tutti gli appassionati della parte posteriore del corpo umano e
    dei vari temi ad essa connessi, tra cui ad esempio l’Enciclopedia
    Universale dei Titoli di Film Porno.
    Il quarto scopo del gruppo e’ – come dice il nome stesso – quello di
    costituire un contraltare di it.fan.cuore, proponendosi di ospitare tutte
    le
    forme di satira e di dileggio piu’ politicamente scorrette e tali da
    scandalizzare buona parte degli intellettuali e dei giornalisti che mai le
    dovessero vedere.
    Dato lo spirito della proposta, sul gruppo saranno particolarmente graditi:
    – fan di Frank Zappa
    – autori di Blob
    – programmatori di Carmageddon
    – scaricatori di porto
    – chiunque abbia meno di trent’anni e le scatole che gli girano”

  2. vb:

    Infatti, mica ho meno di trent’anni… prima o poi si diventa adulti :-P
    E mancano solo una quindicina d’anni all’età di “ai miei tempi”!

  3. mfp:

    Massimo, VB parlava di Cinema … non di Internet. La commutazione di pacchetto cambia tutto:
    – (a) al gruppo facebook inneggiante a mafia o razzismo (e cosi’ per forum, liste, blog, e quant’altro) non e’ possibile associare un qualsivoglia interesse economico, chi invece produce film per business e’ quantomeno tentato di esagerare per ottenere maggiori risultati economici;
    – (b) il gruppo facebook inneggiante mafia o razzismo (e cosi’ per forum, liste, blog, e quant’altro) te lo devi andare a cercare col lanternino tra miliardi di fonti … non te lo trovi sparato su uno dei soli 7 canali disponibili;
    – (c) il gruppo facebook … e’ tracciabile e in caso sia il caso, punibile …
    – (d) se censuri il gruppo facebook, spingi affinche’ quelle stesse teste bacate utilizzino strumenti di protezione complessi finache al punto di non poterli piu’ identificare, quindi meglio non censurare per mantenere la possibilita’ del punto (c).

    In definitiva, e’ bene che esistano quei “vendicatori supergiovani” provocatori; quello con cui te la devi prendere e’ Vespa&co o, ancora meglio, puoi pensare di eliminare la leva economica che spinge a produrre opere eccessive … ti assicuro che si puo’ fare, basta andare a toccare il copyright. E bada bene che “guarda caso” i satiri sono avulsi da tutto questo … il satiro “grottesco”, in Italia abbiamo Luttazzi, e’ di nicchia … se e’ piu’ “violento” non fa piu’ soldi. Solo Vespa, le Grandi Marche, Hollywood, Murdoch, qualche Leghista esagitato, e Le Iene, hanno interesse ad “esagerare”.

  4. dariofox:

    vb

    Condivido, in parte, la tua posizione ma porrei l’accento, in questo momento, sulla responsabilità oggetiva di chi guida la società odierna.

    Evito il luogo comune del “i politici siamo noi” nella misura in cui non mi riconosco in questa maggiornaza e opposizione di cialtroni, fatta qualche debita eccezione che per ora sembra ininfluente.

    In particolare chi governa ha il dovere di fare rispettare le leggi e la Costituzione.

    Se questo principio è leso la conseguenza è la distruzione della civiltà basata su leggi. Leggi uguali per tutti.

    Principio ora più che mai calpestato e deriso.

    Sarò vecchio, ma all’anarchia o alla legge del più forte/furbo preferisco un poco di giustizia che punisca chi viola le leggi senza troppi indulti e particolarismi.

    Ma ora siamo drogati dal berlusconismo (di destra e sinistra) e l’Italia sembra rassegnata a questa ubriachezza deficiente e incosciente.

    Mi consola pensare che abbiamo avuto momenti bui anzi “neri” nel nostro passato e sono seguiti tempi migliori.
    Aspetto e voto

  5. vb:

    Ma tu sei sicuro che sia Berlusconi che ha fatto gli italiani a propria immagine e somiglianza? Non saranno mica gli italiani ad essersi scelti uno che gli somigli?

    La realtà è che la direzione presa dalla società è la somma delle spinte che ognuno di noi le dà in ogni momento. Certo Berlusconi, per i suoi mezzi, può dare spinte più forti di quelle che posso dare io; eppure, tutte le azioni contano e quindi nessuno può chiamarsi fuori dalla responsabilità di spingere, per quanto umanamente possibile, nella direzione giusta anziché in quella sbagliata.

    (Nota che questo non vuole affatto dire che “la direzione giusta” sia un concetto univoco e uguale per tutti…)

  6. for those...:

    Ma tu sei sicuro che sia Berlusconi che ha fatto gli italiani a propria immagine e somiglianza? Non saranno mica gli italiani ad essersi scelti uno che gli somigli?
    Beh, secondo me 20 anni di tv commerciale hanno plasmato una gran bella generazione!
    (io mi sono salvato da Drive In perch̩ in quegli anni vivevo in danimarca: 3 soli canali statali Рdi cui 2 svedesi Рche trasmettevano solo documentari. Ancora oggi divento catatonico se, facendo zapping, capito su Geo&Geo!)

  7. Alberto:

    In primo luogo ho seri dubbi sul fatto che la società di ieri fosse meno violenta di quella di oggi. Le poche statistiche disponibili ci dicono che nel milleottocento erano molto più frequenti di oggi risse di strada che portavano a morti e feriti. L’affermazione “se siamo arrivati ad una società in cui i giovani per divertirsi danno fuoco ad un barbone” è quindi piuttosto discutibile.
    In ogni caso il problema è capire cos’è la censura. La censura altro non è che un tentativo di sottrarre l’opinione pubblica a messaggi ritenuti pericolosi per gli effetti che possono avere sui comportamenti degli individui. Ovviamente il concetto di pericolosità è soggettivo: ci sono messaggi che tu ed io considereremmo pericolosi (violenti, razzisti o ineggianti alla mafia) ma ci sono anche messaggi che altri considerano pericolosi (informazioni scomode o considerate immorali) perché potrebbero far crescere comportamenti di opposizione alla classe dirigente o alla morale corrente. E’ difficile scorporare la censura del primo tipo dal secondo perché se incarichi qualcuno di censurare è difficile che poi riesca a sottrarsi all’influenza di cerca di indirizzare la censura a suo uso e consumo. Se permetti la censura televisiva, ad esempio, facilmente essa finisce col cadere su Brokeback Mountain o sul documentario di approfondimento politico più che sul film violento. Se chiediamo la censura accettiamo implicitamente che intervenga anche su quello che noi vorremmo vedere, se la respingiamo accettiamo che venga mostrato anche quello che preferiremmo non vedere. Personalmente credo che sia preferibile la seconda ipotesi e sia anche difficile nell’epoca di Internet che la prima sia perseguibile senza limitare pesantemente le potenzialità della Rete. Quello che però è importante ricordarsi è che “tertium non datur”.

 
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