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giovedì 29 Aprile 2010, 18:31

Bersani, parole chiare

Anni fa, uno dei numeri di satira più divertenti era quello di scrivere finti comunicati politici parodiando quelli veri. Ma i tempi cambiano, e siamo di fronte a una triste verità: non c’è nemmeno più bisogno di scriverne di finti, perché quelli veri sono già delle piccole gemme per conto loro.

Per esempio, in questi giorni il PD presenta una roba pomposamente chiamata Progetto Italia 2011, che dovrebbe servire secondo loro a far presente ai cittadini che non solo il PD esiste ancora, ma ne ha anche in serbo di fortissime per il futuro del nostro Paese. Io sono andato a leggermi le dichiarazioni di Bersani, dal sito ufficiale del partito, e ora ve le voglio riportare esattamente come sono: finalmente parole chiare, convincenti, trascinanti.

Si comincia subito con una dichiarazione pesante, densa di contenuto:

“Un lavoro complessivo che non potrà, per forza di cose, essere breve in quanto non può ridursi in un colpo solo”

Che concetto profondo: Monsieur de Lapalisse non avrebbe saputo dirlo meglio. E poi, più in basso:

“L’assenza di decisioni e l’inefficacia delle azioni intraprese hanno poi determinato un allentamento della coesione civile e dell’idea del sentimento di unità. E tutto si regge su una gran chicchiera!”

Chiaro no? Più chiaro di così… tutti noi poniamo “l’idea del sentimento di unità” al centro delle nostre preoccupazioni quotidiane. Quanto alla “gran chicchiera”, è stata convocata un’assemblea plenaria del Partito per determinare se Bersani non intendesse piuttosto dire “chiacchiera” (bisogna decidere democraticamente, consultando tutte le anime del partito, fedeli all’idea del sentimento di unità).

Ma si prosegue:

“Il 2011 – ha continuato Bersani – rappresenta un appuntamento chiave per la sintesi delle idee dell’unione d’Italia e per il posizionamento della nazione in Europa e nel mondo nell’ottica delle sfide sull’assetto sociale.”

Finalmente si capisce cos’era “l’idea del sentimento di unità”: indicava “la sintesi delle idee dell’unione d’Italia”. Qualche dubbio viene su come il 2011 (una intera annata) possa rappresentare “un appuntamento” (ovviamente “chiave”, aggettivo che l’ufficio marketing del PD ha scelto sfogliando le pubblicità sull’ultimo numero di GQ), soprattutto con lo scopo di definire “il posizionamento della nazione in Europa e nel mondo”. Per aiutare Bersani, gli ho preparato questa immagine, da cui il posizionamento mi sembra chiaro:

posizionamento_italia.png

Immancabili ovviamente le “sfide sull’assetto sociale”, tipo vedere chi ha l’auto blu più veloce o scoprire se durante il mese finisce prima la pensione di un anziano o lo stipendio di un operaio.

“Il Progetto Italia 2011 vuole rappresentare un primo modello per coniugare politica e programmi, un’esercitazione da mettere in rete al fine di ottenere la massima partecipazione civile.”

E meno male che sono al “primo modello”, a una “esercitazione”: avanti così con convinzione, per il 2040 forse saranno pronti a presentare un programma di governo. Nel frattempo apprezzo la lodevole ammissione sul fatto che finora non hanno mai pensato di “coniugare politica e programmi”, ossia non si sono mai preoccupati di realizzare ciò che avevano promesso prima delle elezioni.

Finalmente però si giunge al cuore del messaggio: il PD, una volta tanto, identifica quattro temi forti per la propria azione.

“Per Bersani quattro saranno i temi principali che dovranno accompagnare il progetto:

* l’innovazione, plurale e concreta. Innovazione che si determina con una scelta finale senza alcun eccesso di mediazione;
* la rassicurazione, ovvero sulla consapevolezza che creare lavoro significa ridare prospettive ed orizzonti ai giovani;
* il rispetto della Costituzione, nel cui cuore dinamico, innovazione e rassicurazione trovano la giusta collocazione;
* federalismo come chiave della nuova unità della nazione.”

Vi prego, leggete bene queste frasi. Leggetele due o tre volte con attenzione, parola per parola, e poi chiedetevi: ma che cazzo vogliono dire? Non solo sembrano scritte da un pubblicitario (a me “cuore dinamico” fa venire in mente il ripieno dei sofficini) a cui hanno detto “inventa delle frasi in cui compaiano almeno una volta le parole Costituzione, dinamico, nazione, federalismo, giovani, lavoro e innovazione”, ma sono astutamente studiate per non prendere assolutamente posizione. Su niente.

Che cosa vuol dire che l’innovazione deve essere “plurale”? E che diavolo è una “scelta finale senza alcun eccesso di mediazione”? Vorrà dire che la mediazione va bene se non è eccessiva, ma quand’è che la mediazione è eccessiva? E “la consapevolezza che creare lavoro significa ridare prospettive ed orizzonti ai giovani” ce l’abbiamo già tutti da circa vent’anni, il punto su cui ci attenderemmo qualche risposta dal PD è come crearlo! E sarà anche vero che “innovazione e rassicurazione trovano la giusta collocazione”, ma qual è secondo loro la “giusta collocazione”: che cosa bisogna cambiare, che cosa bisogna tenere? L’ultima frase poi è splendida: un “ma anche” di veltroniana memoria, per cui “vogliamo il federalismo, ma anche l’unità della nazione”. Ah già, e non dimenticate la parola “chiave”, che fa tanto decisionismo.

“Ma per far tutto questo – ha concluso Bersani – sarà necessario il coraggio di riprendersi i concetti di libertà e uguaglianza. Valori tipici della nostra tradizione e della nostra cultura”.

E qui, sull’immagine di un Bersani che impasta le tagliatelle secondo la ricetta della nonna – dopo essersi lasciato sfuggire che l’attuale PD non ha la minima idea né di cosa sia la libertà, né di cosa sia l’uguaglianza – è meglio stendere un velo pietoso.

Ma se qualcuno di voi riesce a capire meglio di me le proposte del PD per il futuro dell’Italia, sono qui per ascoltare!

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10 commenti a “Bersani, parole chiare”

  1. Luca:

    Il programma del PD in realtà è stato scritto dall’assessore Palmiro Cangini di Zelig come si può facilmente notare dalla facilità di comprensione del testo.

  2. raccoss:

    Ultimamente parli sempre meno del M5*… Per esempio, bella storia di dimissionare un consicliere comunale regolarmente eletto (500 euro al mese) per farlo diventare collaboratore di Bono (2000 euro al mese).

  3. vb:

    Tra tutto, quella di Ivan mi sembra la scelta migliore che il Movimento ha fatto in termini di staff: nel gruppo, Ivan è nettamente la persona più adatta a quel ruolo. E lui ci ha sempre detto che a Rivoli volevano ruotare spesso per far fare a più di una persona l’esperienza in consiglio comunale, dunque il problema è relativo.

    C’è, comunque, la contraddizione di fondo tra due cose che dice il movimento: quella che tutti i rappresentanti sono intercambiabili tra loro e quella che i cittadini devono potersi scegliere il rappresentante tramite la preferenza. Effettivamente questo è un discorso teorico su cui da un po’ vorrei fare un post e sollecitare dei pareri.

    Comunque qualche altro aggiornamento è doveroso (oltre che richiesto a gran voce dai lettori); visto il polverone suscitato dal mio ultimo post avevo ritenuto utile abbassare il tono delle polemiche, dunque non aspettatevi denunce e retroscena, solo un riassunto di quel che è successo con qualche domanda per chi vuole rispondere.

  4. paolo:

    Lodo l’uso finissimo dell’ ironia
    Certo pero’ che non mi preoccuperei tanto di Bersani quanto di non fare assomigliare certe riunioni al set di http://www.youtube.com/watch?v=3_POlW6dXJo

    senza offesa eh?

  5. vb:

    No figurati :) Dall’esterno tutte le divisioni e le disquisizioni formali sono sempre incomprensibili, anche quando per chi c’è dentro sono questioni di principio fondamentali… è uno strano meccanismo che si verifica regolarmente. Quel video però ce lo linkiamo a vicenda tutte le volte che ci sembra che un altro stia facendo questioni di lana caprina :-D

  6. elisabetta_f:

    Il “parlarsi addosso” dei politici di professione è una delle cose che tollero meno. Ci hanno “rimbabito” di parole che dicevano niente e di fatti che non facevano nulla. Spero vivamente che il Movimento 5 stelle possa dare un esempio di parole chiare e azioni coerenti. Spero che in questo tu possa essere(oltre ai consiglieri eletti ovviamente) un punto di riferimento che sa guardare e riferire con obiettività agli avvenimenti.
    Ciao

  7. elisabetta_f:

    Il “parlarsi addosso” dei politici di professione è una delle cose che tollero meno. Ci hanno “rimbabito” di parole che dicevano niente e di fatti che non facevano nulla. Spero vivamente che il Movimento 5 stelle possa dare un esempio di parole chiare e azioni coerenti. Spero che in questo tu possa essere(oltre ai consiglieri eletti ovviamente) un punto di riferimento che sa guardare e riferire con obiettività agli avvenimenti.
    Ciao

  8. elisabetta_f:

    Il “parlarsi addosso” dei politici di professione è una delle cose che tollero meno. Ci hanno “rimbabito” di parole che dicevano niente e di fatti che non facevano nulla. Spero vivamente che il Movimento 5 stelle possa dare un esempio di parole chiare e azioni coerenti. Spero che in questo tu possa essere(oltre ai consiglieri eletti ovviamente) un punto fermo su cui contare.
    Ciao

  9. elisabetta_f:

    Il “parlarsi addosso” dei politici di professione è una delle cose che tollero meno. Ci hanno “rimbabito” di parole che dicevano niente e di fatti che non facevano nulla. Spero vivamente che il Movimento 5 stelle possa dare un esempio di parole chiare e azioni coerenti. Spero che in questo tu possa essere(oltre ai consiglieri eletti ovviamente) un punto di riferimento che sa guardare e riferire con obiettività agli avvenimenti.
    Ciao

  10. GUIDO arci CAMALLI:

    leggete qui chauuu belli

 
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