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venerdì 30 Aprile 2010, 19:46

Mezz’ora di normale ingorgo

Oggi, proprio all’ora di uscire dagli uffici, nel cielo su Torino si √® scatenato un temporale. E il risultato dei temporali √® noto: appena finiscono scatta l’ingorgo, in parte per le strade allagate, in parte perch√© tutti sono rimasti al chiuso fin che non ha smesso e poi si sono riversati sulle strade nello stesso momento.

Per√≤, venti minuti da piazza Sabotino a piazza Rivoli – pur conoscendo tutte le stradine e infilandomi in tutti i passaggi segreti – non ce li avevo mai messi. Era completamente intasato corso Racconigi, a causa dello smontaggio del mercato, con tutte le vie circostanti; ma l’intasamento era tale da bloccare da un lato corso Vittorio e dall’altro corso Peschiera, dove la coda nel viale centrale iniziava quasi in piazza Sabotino. E poi, il normale grumo di piazza Rivoli nell’ora di punta, moltiplicato dalla geniale idea di fare lavori in mezzo a corso Lecce in piena primavera (non potevano farli ad agosto?), aveva riempito di auto corso Vittorio fino quasi in via Cesana.

Il problema di fondo √® dato dalla schizofrenica incapacit√† di cooperazione tra pubblico e privato, che tirano ognuno in direzione perfettamente opposta. Da una parte c’√® una amministrazione pubblica che – in modo esasperato grazie all’assessora rifondarol-chic, Maria Grazia Sestero – considera il traffico privato come un male a prescindere, ma non si preoccupa di fornire alcuna vera alternativa; la sola strategia del Comune per limitare l’uso dell’auto √® asfissiare la citt√† in un unico gigantesco ingorgo.

Si √® cominciato anni fa trasformando l’asse di corso Svizzera-Racconigi in uno stretto budello a servizio del mercato; poi l’asse di corso Ferrucci-Tassoni √® stato azzoppato dall’abbattimento della sopraelevata di corso Mortara, con tanto di cartelli gialli che da lustri invitano a “percorso alternativo in corso Lecce-Potenza-Grosseto”; poi si √® prima stretto e poi chiuso corso Principe Oddone per i lavori del passante ferroviario. Avendo eliminato con successo tutti gli assi di scorrimento nord-sud tranne uno, tutto il traffico si √® riversato in corso Lecce-Potenza, dove persino la signora Sestero √® stata costretta ad approvare l’onda verde dei semafori, che normalmente a Torino √® esplicitamente vietata perch√© secondo loro incentiva all’uso dell’auto. E per√≤, gi√† che c’erano, ci hanno messo in mezzo degli altri lavori; e poi c’√® sempre il piano folle di abbattere entro un paio d’anni anche la sopraelevata tra corso Potenza e corso Grosseto, cos√¨ tanto per aumentare ancora un po’ traffico e inquinamento.

Dall’altra parte c’√® il privato: una cittadinanza che in gran parte non riesce a rinunciare all’auto nemmeno per andare dal panettiere. Che sia il mercato, che sia la scuola, che sia un ufficio pubblico, qualsiasi polo di attrazione ormai √® punteggiato di macchine in doppia fila o direttamente in mezzo alla strada, senza nemmeno pi√Ļ provare a cercare un parcheggio. E nonostante la crisi, in giro √® pieno di macchine nuove; toglietemi tutto, ma non il mio SUV. D’altra parte, come pu√≤ il pubblico arginare questa tendenza se basta accendere la televisione o prendere un giornale per trovare pubblicit√† di auto, recensioni di auto, racconti di gare automobilistiche, insomma un assalto di feticismo automobilistico a cui nessuno potrebbe resistere?

E’ chiaro che cos√¨ non si risolve niente; per ridurre il traffico c’√® un metodo solo, quello di convincere i torinesi che le alternative al mezzo privato costano meno e funzionano meglio. Con i divieti e gli ingorghi scientifici si va poco lontano, sia perch√© esistono comunque dei casi in cui l’auto √® oggettivamente insostituibile, sia perch√© i divieti fomentano la “resistenza a quei comunisti che vogliono toglierci la macchina”. La battaglia va combattuta da un lato organizzando meglio la citt√† e le altre forme di trasporto, e dall’altra cambiando la cultura delle persone con il dialogo e con meccanismi di incentivo economico: gi√† solo trasferendo su chi usa l’auto i relativi costi sociali ed ambientali le dinamiche cambierebbero radicalmente, senza per questo impedirne l’uso quando serve davvero.

Dopodich√©, io sarei comunque favorevole a fare di Torino la prima citt√† “SUV-free”, dando un congruo numero di anni di preavviso in modo che chi deve cambiare auto ne sia conscio…

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4 commenti a “Mezz’ora di normale ingorgo”

  1. D# AKA BlindWolf:

    Non che gli assi Est-Ovest vadano molto meglio a Torino Nord… tra corso Vittorio e corso Grosseto (e comunque le code in Piazza Rebaudengo sono non trascurabili) l’abbattimento della sopraelevata di corso Mortara e del ponte di via Breglio obbliga all’uso di corso Regina Margherita (che si restringe ad una corsia in due punti, tra cui Piazza della Repubblica) per oltrepassare la ferrovia. (S√¨, al posto della sopraelevata ora c’√® un passaggio per via Stradella… ma alle ore di punta √® un delirio).

  2. Marco:

    …ebbene si ho un SUV. E ne sono molto contento e non per lo status bens√¨ per la comodit√† che offre per una famiglia di 5 persone di tutte le et√† (da 5 a 80 anni). Inoltre preciso che lo utilizzo solo con tutta la famiglia e solo quando √® necessario per cui chiederei al popolo antisuv di fare un distinguo perch√© per qualcuno (pochi) √® una necessit√† (potendo permetterselo ovvio).
    Il problema non è, a mio parere, il SUV o il privato. Semmai diciamo che in questi ultimi anni le politiche seguite dalle amm.ni comunali (Torino su tutte) hanno continuato ad ignorare un segnale chiaro e limpido: potenziare con efficacia il trasporto cittadino a partire dalle periferie e pedonalizzare tutto il centro cittadino.
    Ma per quello servono persone capaci ed i risultati si vedono solo dopo 5/10 anni per cui √® meglio restringere corso g.cesare e creare limitazioni semaforiche in zone scorrevoli della citt√† e mettere una bella rotonda alla francese in piazza derna (passateci dalle 17 alle 20 e poi vedrete che l’idea di lobotomizzare il sindaco e la giunta non vi sembrer√† cos√¨ male). La presunzione di ritenere che creando delle barriere si costringa la gente a salire su autobus e rinunciare all’auto √® una benemerita STRONZATA!
    Dopodiché non discuto sul fatto che anche Io ho visto un sacco di pseudo fighetti/e da soli/e su astroSuv solo per farsi vedere ma questo non è un problema di traffico: è vanità di chi esercita questo malcostume ed invidia di chi non può permetterselo.
    Pedonalizzare il centro ed allargare la copertura degli autobus almeno fino alla prima cintura è la soluzione che consentirebbe di diminuire di un buon 40% il traffico cittadino.
    Infine incentivi alle aziende se spostano i loro uffici in zone periferiche. E’ comodo per tutti.

  3. Mike:

    Il problema è che anche il trasporto pubblico viene costantemente azzoppato. In maniera duplice: per fare corso Principe Oddone ci metti venti minuti sia con il 60 che con il mezzo privato, e comunque le preferenziali fanno poco se il traffico viene rallentato dai semafori a caso. Poi si riducono i percorsi tramviari, come ad esempio il 18 che sii vuole limitare in via Abegg, anziché come sarebbe logico cercare di prolungarlo verso Beinasco. La geniale idea di togliere i binari da via Orvieto sapendo che ci avrebbero costruito case ed uffici, per non parlare del sottopassaggio di Corso Regina.

    (Nel senso che se si fosse fatto passare i tram sotto porta Palazzo, la larghezza delle corsie non sarebbe stato un problema ed i tram avrebbero potuto viaggiare piu` velocemente e non perdere otto minuti ad attraversare la piazza grazie ai semafori non sincronizzati.

    Stendiamo un velo pietoso poi sulle piste ciclabili e su come in Italia venga considerata la bicicletta.

    Il risultato finale √® che le persone devono impiegare pi√Ļ tempo a spostarsi e quindi alla fine rinunciano agli spostamenti oppure se questi spostamenti sono necessari vanno a togliere tempo ad altre attivit√† produttive.

  4. .mau.:

    @vb, sei mainstream. Oggi c’era una lettera su Specchio dei Tempi sulla tua linea.
    @mike: se fai passare il tram sotto, devi fare lo spazio per le fermate, mica √® banale. Sarebbe stato molto pi√Ļ semplice togliere gli alberi tra il rond√≤ della Forca e i Giardini Reali, spostare i binari su quello spazio e fare due corsie per il sottopasso. Per i semafori sincronizzati, esistono da una vita quelli comandati.
    (per le piste ciclabili, vieni a Milano e ne parliamo con calma)

 
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