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venerdì 13 Marzo 2009, 15:38

La bolla del libro

Lo scandalo del premio Grinzane √® esemplificativo di molte delle peggiori caratteristiche di questo Paese; se ne potrebbe parlare a lungo e gi√† tanti l’hanno fatto.

Abbiamo una persona, Giuliano Soria, che mette in piedi un premio letterario, e sicuramente con competenza, visto il prestigio che il premio si conquista negli anni. D’altra parte, questo prestigio cresce ed √® alimentato da un baraccone mediatico e finanziario, basato sulle amicizie e sui fondi pubblici procurati dalle amicizie stesse, nonch√© dal fratello Angelo Soria, alto dirigente della Regione, attualmente capo della comunicazione della Bresso e quindi responsabile di molti fondi.

Il baraccone conveniva a tutti: gonfiandosi progressivamente, permetteva a quanto pare laute trasferte gaudenti e altre prebende per gli amici, compresi amministratori pubblici di ogni colore; nonch√© permetteva a Giuliano Soria di arricchirsi, comprandosi appartamenti di pregio e terreni per miliardi. Tutto questo apparentemente condito, ed √® aspetto altrettanto disgustoso, da quello che lui stesso definisce “un brutto carattere”, cio√® vessazioni ai dipendenti e ai collaboratori, insulti, minacce a sfondo sessuale, comportamenti da star e da padrone assoluto.

Ci sono alcune cose che colpiscono, in questo scandalo; e non sono certo quelle che evidenzia La Stampa.

La prima √® che esso non √® venuto fuori per qualche tardiva ma giusta indignazione di qualcuno dei tanti esponenti della Torino bene, politica e culturale, che sapevano perfettamente come andavano le cose, ma solo per la coraggiosa denuncia dell’ex maggiordomo extracomunitario vessato in ogni modo. Lo stesso Angelo Soria √® ancora al suo posto; si √® preso un mese di ferie, e la Bresso non pare avere la minima intenzione di cacciarlo.

La seconda √® quindi che si √® scelto di concentrare tutto sul comodo capro espiatorio, cio√® sullo stesso Giuliano Soria. Fa comodo a tutti scaricare uno solo, e il personaggio peraltro si presta; certo fanno un po’ ridere le sue sceneggiate napoletane, dato che la sua fine √® ben meritata, ma a quei banchetti, a quelle feste, a quei giri di consulenze partecipavano tutti; non uno che si assuma la responsabilit√† di aver permesso che tutto questo durasse 28 anni, nemmeno politicamente. Anzi, √® partito il tentativo di far finta di niente, nominando Odifreddi, un altro intellettuale organico al PD cittadino: insomma cambiando la faccia perch√© cambiasse il meno possibile. Alla fine lo scandalo √® stato troppo grosso, e nessuno ha pi√Ļ voluto averci a che fare; lo stesso Odifreddi √® stato prontissimo, appena fiutato il vento, a far marcia indietro e rinunciare di corsa. E Torino √® ancora piena di aziende paramunicipalizzate e parapubbliche di ogni tipo, talvolta costruite solo per dare stipendi generosi agli amici, di cui nessun giornale parla mai.

La terza per√≤ √® la suggestione di questo baraccone che si gonfia all’infinito, sempre pi√Ļ ricco e sempre pi√Ļ protervo, fino ad esplodere di botto. E’ una bolla: √® come una di quelle banche che tirano avanti finch√© riescono a coprire il fatto di essere piene soltanto d’aria e di coperture importanti, ma alla fine non ce la fanno pi√Ļ e, nonostante i disperati tentativi di salvarle, vanno a gambe all’aria. Penso che nei prossimi mesi scopriremo storie simili anche per certe banche vere (e gi√† ci sono state in passato, vedi Banca 121).

Insomma, questa storia √® davvero esemplare su come venga gestita la cosa pubblica oggi in Italia e a Torino: come la propriet√† privata di un gruppo di amici, messa l√¨ a loro disposizione per divertirsi come pi√Ļ gli aggrada.

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5 commenti a “La bolla del libro”

  1. Elena:

    Quando leggo di questa vicenda penso a tutti quei denari spesi per attovagliare critici e scrittori, politici e vippame di varia natura e penso anche a tutti quegli studiosi e ricercatori che si arrabattano per avere un finanziamento, una borsa, uno stipendio da 800/1000 euro mensili e mi chiedo che significato abbia la parola “cultura”. Festival vippaioli e di rappresentanza oppure lavoro quotidiano in laboratori e biblioteche?

  2. Elena:

    A proposito, un link interessante di due anni fa:
    http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/fieradellibro/200705articoli/2954girata.asp

  3. Elena:

    Forse non sapete neanche – come nessuno sa – che Soria e’ professore nella lontana universita’ di Roma… una mia amica lo ha avuto come professore e non lo vedeva mai, ha dovuto cambiare materia per la tesi per poter finire gli studi. Insomma un assenteista da competizione… Mi chiedo chi lo coprisse.

  4. Fabrizio - ikol22:

    La prima tua considerazione √® la mia da qualche giorno: il maggiordomo (figura per altro un poco desueta), una povera vittima che non ha pi√Ļ retto, gi√†, e gli altri? Nessuno sapeva? Leggo di alcuni vicini che eran l√¨ a urlargli contro al momento dell’arresto. Possibile mi chiedo dunque che nessuno sapesse delle gesta di questo galantuomo?

  5. mantopelo:

    viviamo tutti in questa italietta (minuscolo) da avanspettacolo, dove anche lo spettacolo √® pietoso, e non nel senso di pietas citato da Soria stesso nelle sue interviste farneticanti da “roi soleil apres le deluge”… ma proprio nel senso che √® schifoso, di bassa lega.

    che il prof soria fosse una sorta di missing person in facolt√† a roma lo sapeva qualunque studente, anche io ho amici che pur di non averci a che fare hanno cambiato indirizzo di studi… che fosse una specie di sociopatico con risvolti da delirio di onnipotenza, a torino lo si sa da sempre, ad iniziare dai suoi fornitori…
    lo sapevano tutti, tranne i controllori, ma anche qui “nihil sub sole novum”, anzi √® la prassi consolidata!

    l’inghiottitoio di pubblici denari √® creatura nota e consolidata, qualunque sia l’attivit√† che si metta in piedi: intendo dire che dal “pubblico” non becchi una lira mai e per principio, a meno che tu non sia disposto a dare via il culo (in senso traslato e/o fisico), venderti-noleggiarti-prostituirti, scendere a patti e ristornare in nero parti sostanziose di contratti che vengono a quel punto artatamente gonfiati, non sia in grado di garantire visibilit√† e ritorni agli amici degli amici (favori assortiti, tessere, numeri, quantomeno voti quando √® ora).
    Tra gli ultimi in ordine di apparizione, si veda il caso della nota multinazionale dei telefonini che ha saccheggiato il saccheggiabile alle casse comunali, mollando baracca e burattini dalla sera alla mattina (e non √® poi nemmeno vero… da mesi c’erano chiari segnali a iniziare dalla “strana” rilocazione preventiva in altra sinecura del loro AD legato a figure note dell’ambiente)… adesso √® intervenuto like salvatore della patria il buon Reply, stracaricato di soldi e di commesse -pubblici entrambi- per assorbire forse per il biennio il 50% dei dipendenti e degli altri chi se ne fotte, mentre l’oblio √® calato come un sipario sulle centinaia di interinali/bodyrented sciolti come neve al sole dal venerd√¨ sera al luned√¨ mattino….
    io sono sinceramente schifato, oltre il vomito per chiarire, dalle facce di bronzo che a titolo vario si affannano sulle sedie della dirigenza della cosa pubblica pi√Ļ che dalle bande di pirati che depredano i vascelli

 
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