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giovedì 15 Aprile 2010, 19:51

Buchi neri

Oggi ho scritto e riscritto un post per almeno cinque volte, senza venire a capo di niente. E così, incrociando in giro su Facebook un superclassico come questo dei Soundgarden, ho deciso che esprimeva bene il concetto.

Anche se, per i meno esperti, segnalo che il definitivo video della fine del mondo risale al successivo album; √® molto adatto come musica di sottofondo per un eventuale dittatore che debba trovarsi a premere in successione una serie di pulsanti che facciano esplodere una bomba termonucleare l’uno.

Mi sarebbe piaciuto vedere il singolo del disco successivo, ma sfortunatamente, dopo Blow Up The Outside World, il gruppo si è sciolto. Chissà come mai!

[tags]musica, soundgarden, video, buchi neri, fine del mondo, bomba atomica, apocalisse[/tags]

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2 commenti a “Buchi neri”

  1. for those...:

    Probabilmente perché Рcome tutti i gruppi della scena di Seattle Рavevano esaurito tutto ciò che dovevano dire alla fine degli anni 90.

    for those… cresciuto a pane e grunge!

  2. Gian:

    Gentile V.B. ,che dire …i Sound Garden mi riportano indietro negli anni .

    I miei 20 anni nella Torino underground ,il grunge e la mia idealistica ribellione al sistema (pacifica chiaramente) .

    Ricordo la moltitudine di gente che ho conosciuto sul piazzale di Da Giau ,ricordo le mie serate psichedeliche in zona Castaglia , i grotteschi concerti al Paso …

    Ingrediente di quelle serate era il grigio , un paesaggio post moderno fatto di ruggine ,intonaci scrostati e rottami .

    Strano a dirsi per me che amo la luce e le fresche mattine di primavera …eppure ricordo con gioia quei momenti ,persone conosciute anche solo per un’ora all’insegna dell’allegria spensierata ,senza mai aver subito uno screzio ,una sola aggressione .

    Ho cercato spesso di liquidare le “good vibrations” con spiegazioni legate allo stato di alterazione mentale di noi tutti .

    Ritengo oggi che tali motivazioni non siamo del tutto verificate …vi era qualcosa di piu’ profondo ,una sorta di collante politico/sociale che legava noi tutti .

    Penso che fenomeni come gli yuppies e i paninari (ormai in fase digestiva poiche’ somministrati qualche anno prima) abbiano contribuito a queste forme di protesta .

    L’immagine nuova e finta proposta come modello da imitare si scontrava col quotidiano di noi figli di gente con le mani callose .

    Con sincerita’

    Gian

 
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