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Archivio per il giorno 16 Dicembre 2009


mercoledì 16 Dicembre 2009, 18:16

Sulla censura di Google Images, ovvero i nervi a fior di pelle

√ą partito come un tam tam su Facebook e sui blog, con tanto di cronaca ora per ora, ed √® arrivato fino ai giornali: Google ha cominciato a censurare le immagini di Berlusconi ferito! E non solo Google, ma anche Yahoo e Virgilio, mentre, pensate un po’, gli unici due motori di ricerca non censori sarebbero stati Bing di Microsoft e il cinese Baidu, dove la faccia smaciullata di Silvio √® ampiamente disponibile.

Effettivamente, andando su Google Images e cercando berlusconi ferito o berlusconi aggredito non si trova alcuna immagine di Silvio sanguinante; neanche mezza, neanche disabilitando le varie protezioni per i minori. Ancora pi√Ļ inquietante √® cercare massimo tartaglia e scoprire che l’aggressore di Berlusconi apparentemente non √® mai esistito: Google restituisce solo amene foto di sconosciuti in spiaggia o al matrimonio.

Io dubito di tutti e dubito anche di Google, e per√≤ la spiegazione fornita da Google, anche se in un linguaggio un po’ poco comprensibile alle masse, mi sembra credibile: semplicemente, dicono loro, il nostro motore di ricerca per immagini ci mette parecchi giorni a digerire il nuovo materiale pubblicato sulla rete, dunque le immagini di un fatto accaduto domenica sera appariranno solo tra qualche giorno – mentre, come effettivamente accade, tali immagini sono immediatamente disponibili in Google News o tramite le normali ricerche Web, che usano un indice diverso e aggiornato quasi in tempo reale.

Per smentire la spiegazione di Google e provare la teoria della censura, sarebbe necessario avere osservato una ricerca su Google Images, effettuata luned√¨ o marted√¨, che restituisse le immagini incriminate; oppure trovare varie immagini di luned√¨ e marted√¨ gi√† presenti nell’indice. Io non ho verificato alcuno di questi casi e non ho visto da nessuna parte qualcuno che asserisca di averlo fatto; solo persone che hanno iniziato a fare la prova marted√¨ sera e non hanno trovato le immagini.

Questa vicenda, per√≤ – oltre a dire a quelli di Google che il loro motore di ricerca di immagini non √® abbastanza performante e che devono trovare un modo di inserire subito le immagini relative ai fatti di cronaca pi√Ļ eclatanti – ci dice molto su quanto a fior di pelle siano i nervi di tutti in questi giorni; e insieme, su quanto abbiamo imparato a fidarci della rete, tanto che se scrivendo “massimo tartaglia” non ci viene fuori la faccia di quel Massimo Tartaglia il nostro primo pensiero non √® che il sistema tecnologico non funzioni come ci attendiamo e non sia cos√¨ onnipotente come ormai diamo per certo, ma che ci sia stata una operazione di cancellazione in stile grande fratello.

L’uomo √® un animale che vive solo grazie ai propri sensi, senza i quali √® perso. Se in origine per vivere ci era sufficiente vedere, ascoltare, annusare e toccare ci√≤ che ci stava immediatamente intorno, ora la nostra societ√† √® talmente complessa che il nostro futuro dipende da ci√≤ che accade a centinaia o migliaia di chilometri di distanza: dunque anche la comunicazione di massa diventa per noi vitale.

Ma se l’uomo di qualche decennio fa si fidava quasi ciecamente della televisione, ormai abbiamo capito tutti che tale fiducia √® mal riposta; di conseguenza, il nostro futuro dipende da informazioni della cui autenticit√† siamo continuamente costretti a dubitare. E’ come se non fossimo sicuri se ci√≤ che vediamo esista davvero; e in un mondo in cui non possiamo contare sulle nostre percezioni ci sentiamo davvero persi, un po’ come quando salta la luce e siamo costretti a muoverci al buio per casa, e persino un ambiente perfettamente noto e familiare diventa d’improvviso misterioso e fonte di paura.

Questa sensazione di non potersi pi√Ļ fidare di niente e di nessuno √® davvero alla base della disgregazione della nostra societ√†; perch√© in una condizione del genere siamo soli, o al massimo racchiusi nel nostro clan di poche persone intime, o al massimo trasformati in adoratori privi di dubbio di questo o quel leader che ci dia sicurezza. La manipolazione dei media ha dunque responsabilit√† profonde nello sfacelo italiano; non √® soltanto questione di censura e controllo, ma di paura e insicurezza indotta.

C’√® una situazione distante migliaia di chilometri da cui davvero dipende il nostro futuro, e non √® la faccia insanguinata di Berlusconi: √® il summit di Copenaghen, di cui da domenica sera in Italia (ma solo in Italia) non parla pi√Ļ nessuno. Se c’√® un buon motivo per avere i nervi a fior di pelle, lo si trova senz’altro laggi√Ļ.
[tags]censura, berlusconi, google, internet, libertà, immagini, motori di ricerca, paura, manipolazione, adorazione, copenaghen, clima[/tags]

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