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mercoledì 2 Dicembre 2009, 12:34

Furbetti d’Italia

Questo video invece è dedicato al nostro Presidente della Repubblica: un presidente furbetto per un paese di furbetti. Ciò che ha fatto con i suoi rimborsi spese quando era parlamentare europeo non è strettamente illegale (dato che si erano approvati da soli la norma che consentiva di farlo) e per gli standard italiani è anzi considerato… peggio che normale, scontato; per gli standard del resto del mondo è un furto bello e buono ai danni della collettività, e il fatto che sia legale non lo rende meno immorale.

A me sembra sempre un po’ ipocrita puntare il dito sugli altri, tra l’altro in maniere mediaticamente manipolabili, quando non conosco praticamente alcun italiano, me compreso, che non sia mai almeno una volta uscito da un negozio senza scontrino o non abbia mai pagato l’idraulico in nero; anche perché a forza di puntare il dito su tutto indistintamente si finisce per perdere il senso della misura, e per condannare allo stesso modo chi ruba una mela per fame e chi ruba i miliardi sugli appalti, o persino per non condannare chi ruba i miliardi sugli appalti perché tanto “tutti rubano” (le mele).

In questo caso però, ci si chiede che bisogno di mele debba avere Napolitano, e perché, nelle alte posizioni istituzionali che ha sempre occupato, non abbia ritenuto di dover dare l’esempio anche su queste relativamente piccole cose, perdipiù non avendo nemmeno il coraggio di sostenere la responsabilità delle proprie scelte davanti a un giornalista.

[tags]napolitano, presidente, repubblica, rimborsi spese, parlamento europeo, onestà, legalità[/tags]

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5 commenti a “Furbetti d’Italia”

  1. Stefano:

    Cito: “non conosco praticamente alcun italiano, me compreso, che non sia mai almeno una volta uscito da un negozio senza scontrino o non abbia mai pagato l’idraulico in nero”

    L’italiano che non conosci sono io, e so di non essere il solo a fare la figura del pirla.

    Il problema è che ci sono anche molte persone che sarebbero oneste ma che non vogliono passare per stupidi o non vogliono farsi fregare due volte.

  2. vb:

    Ma non sei mica un pirla, anzi ti ammiro moltissimo. E ci sono situazioni in cui non facendo rispettare le regole tu ci perdi, altro che “non farsi fregare due volte”.

    Tuttavia, specialmente in Italia, si sviluppano di fatto due regole: quella scritta, che rimane sui libri, e quella non scritta, ma socialmente accettata dalla maggior parte degli individui, che in questo modo viene “imposta di fatto” dal basso. La distanza tra regole legali e regole sociali è appunto causa della maggior parte delle tensioni e delle ingiustizie e va ridotta avvicinando le due regole, ovvero capendo le motivazioni della regola sociale e, quando sono accettabili, riconoscendole aggiornando almeno in parte la legge.

  3. robxyz:

    ho riguardato diverse volte questo interessante video, e davvero mi fa soprattutto una gran tristezza. E’ triste, prima ancora che scandaloso, vedere come si comporta un politico di lunghissimo corso quando davanti non ha i giornalisti italiani al cui tipo di intervista è evidentemente preparato, ma quando si trova di fronte ad un giornalista straniero deciso semplicemente a fare il suo lavoro, cioè ripetere le domande nel modo più diretto possibile senza addolcire la pillola e determinato ad ottenere una risposta chiara.
    E mi suscita soprattutto tristezza vedere una persona, all’epoca del video, di 79 anni ricorrere a questi mezzucci per “fare la cresta” su un rimborso spese, una persona che per le cariche ricoperte e la carriera alle spalle davvero di problemi economici non penso debba averne. Ma magari mi faccio delle idee sbagliate io e non arrivava a fine mese…
    Sai che da quando ho guardato questo video (a proposito vb, grazie davvero per averlo pubblicato così l’ho visto) ogni volta che lo vedo in televisione devo cambiare canale, tanto mi ha deluso?

  4. vb:

    Ci sono persone che, con la loro statura, donano autorevolezza alla carica che ricoprono; e ci sono persone che, non disponendo di sufficiente carisma, credibilità o storia personale, traggono la loro autorevolezza solo dalla carica che occupano. Napolitano purtroppo ricade nella seconda categoria, essendosi limitato per tutta la sua carriera politica a fare nel centrosinistra la quinta colonna del craxismo prima e del berlusconismo poi; e se grazie a questa posizione di “pontiere” ha spesso ottenuto cariche di vario genere, finora non è che abbia lasciato nella storia traccia alcuna. Veniva comodo quando si trattava di piazzare in un certo ruolo un personaggio del centrosinistra che non fosse sgradito al centrodestra e ai poteri forti, e questo lo ha portato fino alla Presidenza della Repubblica; ma di lui si potrà dire poco più che questo.

    Detto questo, bisogna anche concedergli che svolgere questa carica in questo momento storico non è affatto semplice, stretto tra la necessità di difendere le basi della democrazia sotto attacco e l’impossibilità di delegittimare continuamente il premier eletto dagli italiani, pena una gravissima crisi istituzionale.

    Tuttavia, come dici tu, sono le piccole cose che dimostrano il carattere e l’etica delle persone; io avrei apprezzato di più se lui, pur prendendo questi rimborsi, avesse risposto un po’ imbarazzato al giornalista “sa com’è, in effetti non è giusto, ma la regola è questa, effettivamente sarebbe meglio cambiarla”; più che il rimborso spese in sé, è il trattamento riservato al giornalista che dimostra un’arroganza assolutamente fuori luogo.

    E’ anche vero che, specie a 79 anni, non tutte le persone sono portate al confronto e alla messa in discussione di se stessi…

  5. Paolo:

    Ma devi capire, all’epoca Napolitano teneva ancora famiglia. Un ignobile complotto dell’università italiana impediva al figlio di diventare professore ordinario, cosa di cui aveva ben diritto come tutti sanno (e quelli che non lo sanno, tipo Storace, vengono rinviati a giudizio per offesa al prestigio e all’onore del Presidente Della Repubblica), e fortuna che alla fine il ragazzo ha ottenuto la cattedra a Roma Tre. Pensa che umiliazione ha dovuto sostenere entrare in una università il cui rettore è un suo parente, e tutto questo solo per il cognome che porta!

 
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