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lunedì 18 Gennaio 2010, 17:10

L’inflazione che non c’è

Oggi ho scoperto che con l’anno nuovo Angelo, il mio pizzaiolo al taglio di fiducia della zona ovest di Torino – un negozietto all’inizio di via Monginevro che serve essenzialmente gli studenti della zona raddoppio del Politecnico – ha aumentato il costo del trancio da 3 a 3,50 euro.

E già qualche tempo fa lo storico Demir, kebabbaro turco “solo carne piemontese” di piazza Adriano, aveva aumentato il costo del panino kebab da 4,50 a 5 euro, non molti mesi dopo averlo aumentato da 4 a 4,50.

In entrambi i casi mi sono accorto dell’aumento, prima ancora di vederlo, dall’evidente calo di volumi: almeno, da Demir mi ero subito chiesto come mai ci fosse così meno gente del solito, e anche da Angelo (che comunque continuo a raccomandare perché la pizza è ottima e abbondante) c’era più pizza da vendere del solito.

Frequentando il locale da anni, e vedendolo sempre lì dentro a sfornar pizze in qualsiasi momento del giorno e dell’anno, escludo che Angelo giri con il Ferrari e aumenti il prezzo della pizza perchè vuol comprarsi anche il Porsche; del resto già mesi fa mi aveva detto che a tre euro ci stava giusto giusto. Tuttavia è preoccupante che anche in spacci di cibo a buon mercato i prezzi siano in aumento del 10, 15, 25 per cento in un anno o poco più.

I telegiornali non parlano più di prezzi, e quando lo fanno dicono che l’inflazione è ferma da anni all’1%: dev’essere per questo che il governo ha concesso agli eredi Gavio di aumentare il pedaggio dell’autostrada Torino-Milano da 7 a 9,6 euro in otto mesi – prima un aumento del 19,46% dal primo maggio 2009 e ora, dal primo gennaio 2010, un ulteriore aumento del 15 e rotti per cento. A dire il vero in altre parti d’Italia gli aumenti sono stati più normali, ma si sa che la cricca che governa Torino e il Piemonte è piuttosto ingorda… e così i soliti amici si sono arricchiti oltre il dovuto.

Già, perché anche quando gli aumenti vengono propagati in fondo alla catena, in modo che a metterteli sul piatto sono i dettaglianti, di solito è qualcuno in cima alla catena che si arricchisce. Sarebbe interessante capire qual è l’effetto sui consumi, perché come dicevo prima ho la sensazione che la domanda sia molto elastica: in altre parole, questi aumenti avranno il solo effetto di far calare i volumi e far diminuire sia le entrate dei venditori che le uscite di casa degli italiani.

Certamente, anche se nessuno ne parla, il fenomeno c’è ed è inquietante.

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14 commenti a “L’inflazione che non c’è”

  1. D# AKA BlindWolf:

    Ma Angelo è il proprietario di quella piccola pizzeria da asporto proprio all’imbocco di via Vigone, nell’angolo della piazzetta?

    (5 euro un panino da Demir? E’ un po’ caruccio, gli altri posti dove vado siamo ancora sotto i 4 euro; da Demir non vado da una vita dato che c’erano dei locali più vicini a casa mia)

  2. mfp:

    Guarda, non mi segno mai dove scrivo le cose che vedo altrimenti poi mi viene la voglia di fare “Te l’avevo detto!”, che indisponde cosi’ tanto l’essere inferiore davanti a te… da fargli perdere di vista la questione di merito (poi ti dicono “no” per principio)… quindi meglio evitare a priori. Pero’ qualche tempo fa (novembre 2008) parlavo di come le manovre finanziarie messe in atto in modo totalmente oscuro allo scoppio della “crisi”, avrebbero portato ad una maggiore pressione sull’economia reale (le pmi), che si sarebbero viste costrette a chiudere in funzione della grande distribuzione… poco dopo si sono sentite le PMI chiedere denaro per le casse… e questo che tu oggi rilevi e’ appunto “lo spalmo”. I globalizzatori tirano a bestia grazie alla spinta demografica (“che mestiere faccio io sbarbatello?”, “tranquillo, mo’ ce lo inventiamo… tanto una corp e’ talmente grossa che qualcosa da farti fare si trova, e l’ego del capo e’ soddisfatto perche’ potra’ dire di dare lavoro a un uomo in piu'”). Il che ci porta sostanzialmente verso una situazione dove prima c’erano 4 pizzaioli/kebabbari ognuno con le sue peculiarita’, ad una dove ci sono 4 franchising di McPizza, in onguno dei quali c’e’ l’ex-pizzaiolo/kebabbaro… la differenza sta solo nel fatto che se prima doveva rispondere solo a se stesso e ad una responsabilita’ sociale generale (che magari ignorava, ma quella c’e’ sempre) adesso puo’ e deve rispondere solo Al Capone. Se prima poteva scegliere di fare il suo prodotto con i capperi, adesso invece lo deve fare con la sola cipolla esattamente come in tutti gli altri franchising de Il Capo. Standard. Tra un po’ cacheremo cubetti.

  3. simonecaldana:

    in altre notizie io negli ultimi 3 anni ho registrato una diminuzione del prezzo medio della pizza in pizzeria, soprattutto della margherita (tempo fa era praticamente impossibile trovarla sotto i 5 euro, ora spesso e’ 4 o 3,5). Contemporaneamente i dolci sono aumentati vertiginosamente di prezzo, pero’.

  4. FRANK:

    Da qualche mese abbiamo traslocato l’ufficio da una zona dove c’erano pochi esercizi commerciali (C.so Moncalieri angolo C.so Fiume) ad una più centrale e ricca di bar e ristoranti (Via S.Quintino/C.so Galileo/C.so Vittorio). Posso solo dire che la concorrenza funziona. Il cibo costa 1, 2 e anche 3 euro in meno con una maggiore qualità, persino il barbiere costa 3 euro in meno! In compenso la palestra mi costa il doppio, 100€ in più: in questo caso c’è molta più domanda ed una sola offerta…..
    FRANK

  5. Marco:

    solo una precisazione essendo del settore: l’aumento dei pedaggi autostradali è stabilito per legge a seguito degli accordi di concessione. La concessionaria per avere la concessione autostradale presenta un piano finanziario per l’intera durata di concessione(10/20 o più anni) nei quali esplicita cosa farà per migliorare o mantenere in efficienza l’infrastruttura. Se rispetta i piani ottiene un “punteggio” che, sommato ad altri parametri (es. indice di incidentalità) determina un parametro che viene utilizzato per il calcolo dei pedaggi. Infine, cosa non da poco, il pedaggio viene arrotondato ai 10 cent in più o in meno e questo tipo di arrotondamento, a seconda dei casi, fa si che un pedaggio possa subire aumenti sensibili. Dopo il passaggio di Di Pietro alle infrastrutture i pedaggi possono essere aumentati solo se quanto promesso è stato realizzato, diversamente ciccia. L’equivoco nello specifico da te citato è che lo scorso anno hanno “congelato” aumenti che lo Stato non poteva impedire in quanto definiti da contratto, ma “legali” in quanto frutto di impegni “mantenuti” dalle Concessionarie. Ti posso assicurare che la manutenzione delle autostrade costa uno sproposito per innumerevoli e giustificati motivi (in primis la sicurezza) e quando si sente che la realizzazione di una autostrada costa un tot al Km ed è in ritardo, spesso l’aumento del costo è dovuto a pseudo associazioni “per la difesa della mentina della frazione di gargiulo” (per non parlare di ANAS) che rallentano i lavori ad una concessionaria che deve realizzare una infrastruttura il cui progetto è stato definito dallo STATO e non può essere modificato (anche se la logica ed il buon senso lo suggerirebbero) pena ulteriori ritardi (ritardo=Imprese di costruzione ed impiantistiche che hanno operai fermi sul cantiere e che rimangono li perché da un momento all’altro può arrivare l’ok da Roma).
    Per farti una idea di cosa può costrare una ispezione di un viadotto autostradale, la prossima volta che vai verso XXMiglia ed entri a Savona in Autostrada dei Fiori, prova a fermarti nell’area di servizio prima dell’uscita di pietra ligure, guarda il viadotto che hai appena superato ed immagina cosa comporta la sua manutenzione. Per non parlare delle gallerie…
    Scusa se ho scritto quanto sopra, ma essendo del settore spesso sento e leggo delle inesattezze/generalizzazioni.

  6. for those...:

    @vb: 5€ per un panino kebab mi sembrano veramente tanti. Giusto domenica sera l’ho pagato 3.50. Certo sto paralndo del kebabbaro di Broni – villaggio di agricoli nell’oltrepò pavese – non della scintillante metropoli del nord-ovest già sede di giochi olimpici. :-)
    @simonecaldana: secondo me il prezzo della margherita è sceso per tutto il can can mediatico fatto qualche anno fa sul prezzo della pizza. Se non ricordo male ci furono (ci sono ancora?) pizzerie che aderirono a una sorta di “codice etico”… peccato che poi, come dici tu, si siano rifatti aumentando il prezzo delle altre pietanze. Nessun giornale ha fatto ovviamente campagne contro l’ingiustificato aumento del profiterol!
    A proposito, ultimamente ho beccato pizzerie che danno 2 palle di profiterol.
    MA DA CHE MONDO E MONDO LE PALLE DEL PROFITEROL SONO TRE PERDIO!!

  7. vb:

    @Marco: La domanda però è come mai la Torino-Milano sia aumentata del 34,3% in otto mesi a fronte di aumenti sulle altre strade contenuti in pochi punti percentuali… Posso anche immaginare la risposta: “perché sono stati completati i lavori di allargamento di molte tratte”. Peccato che buona parte di quei costi (almeno così avevo letto) siano finiti non nel bilancio della Torino-Milano ma in quello della TAV: alcuni malignamente sostengono che il vero motivo per cui è stato scelto per la TAV il tracciato vicino all’autostrada (che, se guardate una cartina, è decisamente più lungo di quello più diretto) è che così potevano rifare buona parte dell’autostrada (privata) a spese della ferrovia (pubblica).

    Anche perché al momento mi sfugge quali siano i poderosi viadotti della Torino-Milano la cui manutenzione costa uno sproposito…

    @for those: Effettivamente a Torino Demir è il Cambio dei kebab… in piazza Rivoli l’altro giorno ho mangiato un ottimo kebab (anche se ho dovuto aspettare mezz’ora perché erano molto disorganizzati) per 3,20 euro.

  8. simonecaldana:

    @for those: non e’ calata solo la margherita… e comunque andare in pizzeria nel 2010 costa meno che nel 2007. Certo, costa sempre di piu’ che nel 2002…

  9. Marco:

    Le Tue domande sono più che lecite e provo a risponderTi però tieni presente che non sono TOMI e potrei sbagliarmi ed inoltre nel seguito sintetizzo per brevità. Prima di tutto “rifare buona parte dell’autostrada (privata)a spese della ferrovia (pubblica)” è una affermazione errata. Entrambe sono del demanio e lo saranno fino a che non cambia la normativa (speruma bin). Sono gestite da società private (tramite concessione la TOMI fino al xxxx, ad interim una paraqualchecosa delle Ferrovie). Scusa se lo preciso e non interpretarlo in modo offensivo è solo che nel tempo ho maturato una certa stima nei tuoi confronti e mi pareva opportuno precisarti alcune cosette per evitarti scivoloni non necessari (in fin dei conti sei stato/sarai il mio candidato!).
    Evito le Ferrovie in quanto non preparato e nel seguito mi limito a autostrade.
    Mi pare un ventennio fa venne decisa la TAV e le Ferrovie si videro appioppate un tracciato definito dal ministero delle infrastrutture che potresti definirlo come fa di solito fantozzi (“una …… pazzesca!”). E’ quindi un progetto definito ed imposto dallo stato senza deroghe o ripensamenti.
    Per le strade ed autostrade decide e fa tutto l’ANAS in autonomia (teorica perché in realtà è in mano ai politici locali che, soprattutto al sud hanno modo di aumentare il loro sentiment elettorale – Leggi superstrada di Nusco) sulla base di suoi ragionamenti (leggi osservatori pilotati). A quei tempi operavo a Milano (nella mia vita precedente ero consulente informatico) per cui andavo in auto usando la TOMI e da anni si parlava della pericolosità della TOMI (che ovviamente condividevo anche Io) per cui non escludo che uno dei peccati originali derivi da lì.
    Tuttavia negli anni i progettisti si sono accorti che “proprio così vicino” all’autostrada non era salutare e comportava dei problemi per cui si rivolsero allo stato per dirimere le questioni. Questi a cascata coinvolse le regioni che decisero: l’autostrada si adegua alla ferrovia. Non tutto era quindi necessario, spesso bastava qualche grado di differenza nelle pendenze o nelle rette…ma doveva essere fatto così per cui alla fine venne deciso che “gli adeguamenti autostradali imposti dal tracciato TAV” dovessero essere realizzati dalla concessionaria (secondo i crismi costruttivi di una autostrada) e successivamente riaddebitati alla TAV in quanto committente. La regione ha aiutato moltissimo questa “brillante iniziativa” tanto che ha imposto una diminuzione delle pendenze dei sovrapassi e…hai visto come sono i sovrapassi della tomi in prossimità di svincoli o caselli ? Osceno.
    E queste stronzate costano.
    Inoltre ogni comune, per “snellire” le pratiche, ha voluto le sue 5/10 rotonde o tangenzialine o fontane o altre stupidaggini di questo tipo che costano…tanto paga pantalone (Io e Te mica il Sindaco!). Ciò non toglie che il tutto a me…fa solo schifo.

    Rispondo ad aumento del 34%. Negli ultimi anni lo Stato impone alle imprese di “chiudere in fretta i lavori TAV” e nel frattempo arriva Di Pietro che impone la sacrosanta norma “se hai fatto ti pago altrimenti non pago un fico” e siccome, come al solito, bisogna che il politico lasci il segno, a TOMI contesta la mancata realizzazione di alcune opere, sebbene la TOMI gli evindenzi che le priorità lo Stato le aveva date per gli adeguamenti Pro-TAV. In sostanza le opere in ritardo sono state completate, alcune l’anno scorso ed il congelamento delle tariffe deciso lo scorso anno non ha fatto altro che “amplificare” il botto.
    Sia chiaro che non intendo difendere alcuno, tantomeno chi ha/non ha “peli sullo stomaco” e “scheletri nell’armadio” ed a questi livelli…li hanno un pò tutti.

  10. mfp:

    FRANK… (strofinando indice e medio tesi sul naso un paio di volte)… 2, mi sa che tu vai a finire a settembre quest’anno eh… a raccogliere l’uva per punizione. Perche’ ancora parli di Mercato, domanda e offerta, mani invisibile, e bla bla bla…

    Quella roba e’ assolutamente funzionante finche’ si parla di realta’ squisitamente locale, e omogenea nelle dimensioni (ie: PMI only). Quando metti sullo stesso mercato una entita’ domestica come il piezzettaro/kebabbaro, e un mcdonald che ha backend finanziari e governativi… sballa… puff… asimmetrie informative… puff… financial draining… puff… creative destruction… puff… mercato puffo… perche’ per il mcdonald la banca (e il governo, qualora faccia parte di un piano industriale di livello nazionale/federativo) elargisce fondi affinche’ riesca sempre a tamponare le esigenze di cassa, il pizzettaro/kebabbaro invece puo’ solo chiudere e andare a prendersi un lavoro al mcdonald. Il mcdonald e’ un simbolo potente, e’ un’entita’ da cui dipende un numero sufficiente di lavoratori da creare qualche problemino agli amministratori pubblici qualora dovesse fallire… il pizzettaro/kebabbaro invece e’ lasciato a se stesso perche’ non sarebbe possibile per Lo Stato intervenire granularmente in tutti i fallimenti di mercato: quando non naviga in cattive acque “in qualche modo fara’”, quindi o alza i prezzi (“lo spalmo” del debito pubblico, “lo spalmo” del drain prodotto per ammortizzare la temporanea necessita’ di cassa del mcdonald, etc), o cambia lavoro.

    La prova empirica ce l’hai quando ad esempio nasce un nuovo quartiere. Dove cioe’ nessuno sa ancora cosa verra’ aperto (a parte forse il costruttore, se si e’ fatto dire da TUTTI gli acquirenti/affittuari cosa intedono aprire): ogni tanto nascono due attivita’ commerciali identiche su due lati dello stesso palazzo… e non c’e’ sufficiente domanda nella zona… quindi uno dei due soccombera’ presto; e non e’ detto che a soccombere sia quello col prodotto migliore; magari soccombe quello che aveva meno riserve da parte, e non riesce quindi a lavorare in condizioni di fallimento di mercato per tempo sufficiente a farle esaurire al suo competitor. E quando uno dei due fallisce, zaaaack: creative destruction (ie: persona senza un’idea per il futuro, quindi paurosa, quindi incazzata, quindi magari oramai con figli a carico, quindi anche pericolosa; e di 2-3-5 anni piu’ vecchia, quini con meno forze per ricominciare). Nel caso del “nuovo quartiere” cio’ che ha prodotto quella destruction non e’ un errore di uno dei due negozianti, ma l’assenza di un arbiter pubblico (con coda rigorosamente FIFO) che eviti l’asimmetria informativa iniziale “Due persone, all’oscuro l’una dell’altra, stanno aprendo la stessa attivita’”. Cosi’ come nel caso del Supermercato VS Alimentari: la differenza sta nell’asimmetria informativa “La GDO puo’ contare sui messaggi di pagamento che gli manda la controllante finanziaria, la quale li ottiene all’infinito perche’ e’ parte della politica industriale della stessa entita’ che stampa i messaggi di pagamento”. La GDO ha informazione infinita rispetto alla piccola attivita’. E il Mercato salta. Non puo’ esserci competizione senza una informazione equilibrata (ie: Stiglitz). Che poi non e’ altro che affermare la necessita’ di tenere trasporti e tlc (come la rete fognaria, idrica, elettrica, e le forze armate) fuori dal mercato (nota: non ricordo quale economista, liberista, lo diceva). Co’ ‘sto mercato avete rotto i coglioni…

  11. Lobo:

    Io voglio spezzare una lancia a favore di Demir: e’ l’unico che conosco che usa (o pubblicizza l’uso di) carne piemontese, assemblata “su misura”. Ci sta che costi un po’ di piu’.

    E poi non e’ affatto detto che il mercato del Kebab si deva tutto standardizzare anche sul prezzo.

  12. vb:

    @Marco: Fai bene a precisare e hai ragione, resta però che (fatta salva la concessione) il reddito della ferrovia va in tasca a RFI (100% pubblica) mentre quello della Torino-Milano va in tasca al gruppo Gavio.

    A me risultava tra l’altro (smentiscimi se sbaglio) che le spese in lavori (magari appaltati dalla concessionaria a una società edile dello stesso gruppo) potessero venire detratte dall’utile e dunque dalla percentuale dovuta allo Stato per la concessione, con ciò rendendo conveniente fare più lavori possibile, almeno se il relativo costo ne viene “un po’” gonfiato. Di qui molti fai e disfa delle autostrade italiane e la necessità dello Stato di far accelerare i lavori. Forse, di qui anche gli svincoli king size? Perché sarà anche questione di pendenze ma alcuni sono davvero assurdi…

    Comunque sono certo che l’aumento del 34% sia stato giustificato con l’entrata in servizio di una autostrada più larga, ed oggettivamente la versione vecchia era molto pericolosa e i lavori di allargamento sono stati utili, solo non vorrei strapagarli all’infinito per far guadagnare Gavio.

  13. Marco:

    Sono d’accordo con te su tutta la linea, purtroppo è colpa di chi sappiamo se i ns “imprenditori” hanno mollato l’industria e sono passati alle utility oltre 10 anni fa. Chissà come mai. E ora hanno pure mollato l’acqua.
    Per quanto riguarda quanto hai scritto, a parziale giustifica (ripeto che non li difendo) ti posso dire che i ricavi del gruppo (quelli distribuiti internamente) vanno quasi tutti a copertura dei mutui ed anticipazioni sostenuti (si, le ns. “sante” banche)
    Sussistendo un meccanismo di vasi comunicanti (imprese ed autostrade dello stesso gruppo) è ovvio che qualche “combine” c’è, tuttavia non mi pare che le spese per investimenti siano detraibili dalla quota di concessione (Anas ci manda la fattura puntuale puntuale alla scadenza, su quello non sgarra mai), semmai incidono come parametro per la determinazione del pedaggio. Per quanto concerne gli svincoli…ti confermo che si è dovuta rispettare una legge/richiesta della regione…(sconcertante).
    Cmq almeno qualcosa si vede…a differenza della Salerno-Reggio (Gestione ANAS) che è un cantiere infinito. Fosse stata in concessione privata e a pagamento sarebbe già finita da 25 anni (con grande beneficio per il Sud perché attraversa dei posti magnifici). Invece di anno in anno, passi in un posto e ti accorgi che stanno rifacendo quasi da zero quello che avevano terminato solo qualche anno prima…
    Ciao!

  14. .mau.:

    La yufka che prendo a Milano in via Padova costa 3.70 (il panino 3.20), ma in zona ci sono posti molto meno cari.

    Sull’autostrada: i lavori saranno anche completati, nel senso che c’è un cartello “fine lavori di ammodernamento”, ma mi pare ci siano ancora punti con le tre corsie “strette” senza corsia di emergenza; non parlo del ponte sul Ticino, ma di posti senza grandi problemi.

    Sugli svincoli taccio. Novara Est riesce a mettere due chilometri di spazio, con la strada che fa tre tornanti (pardon, “rotonda dove si prende la seconda uscita) pur di fare la distanza totale.

 
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