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giovedì 21 Settembre 2006, 22:28

[[Radiohead – There There]]

Avevo promesso di eliminare completamente dalla mia discografia la musica depressiva: basta Muse, basta Radiohead, basta tutti quei pezzi cattivi che parlano di follia e tristezza. Ma poi stasera √® bastata una conversazione a distanza per buttarmi gi√Ļ di morale, e quindi ecco un pezzo che √® talmente un capolavoro che all’epoca lo sentii distrattamente s√¨ e no tre volte, eppure stasera mi √® venuto subito fuori dritto dal fondo del cervello. Parla di solipsismo e del caso disastroso che ci aspetta e di come il seguire i propri sentimenti (che non sempre corrispondono alla realt√†) porti invariabilmente al disastro.

Buona serata; per stasera chiudo andando a suonare Karma Police al piano, ma poi ci risentiamo domani mattina di buon umore.

In pitch dark I go walking in your landscape
Broken branches trip me as I speak
Just ‘cause you feel it, doesn’t mean it’s there
Just ‘cause you feel it, doesn’t mean it’s there

There’s always a siren
Singing you to shipwreck
(Don’t reach out, don’t reach out
Don’t reach out, don’t reach out)
Steer away from these rocks
We’d be a walking disaster
(Don’t reach out, don’t reach out
Don’t reach out, don’t reach out)

Just cause you feel it, doesn’t mean it’s there
(There’s someone on your shoulder)
(There’s someone on your shoulder)
Just cause you feel it, doesn’t mean it’s there
(There’s someone on your shoulder)
(There’s someone on your shoulder)
There there!

Why so green and lonely?
And lonely, and lonely, and lonely
Heaven sent you to me
To me, to me, to me

We are accidents
Waiting, waiting to happen
We are accidents
Waiting, waiting to happen

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2 commenti a “[[Radiohead – There There]]”

  1. Mir:

    Per mandare a fondo una giornata iniziata male e svegliarmi il giorno dopo fresco come una rosa e pimpante io di solito utilizzo Paranoid Android e Fitter Happier; la teoria e’ quella della saturazione, o per gli amici economisti, del “rimbalzo tecnico”. Ma sicuramente la mia chicca e’ la propulsione emozionale a cascami merdoso-esistenziali, mitologico soul amplifier di cui detengo il brevetto ormai da un paio d’anni. In pratica, tramite un processo mentale/emozionale/spirituale piuttosto complicato che non posso spiegare qui perche’ sarebbe troppo lungo (vi dico pero’ che gli ingredienti son basati sulla distillazione di concetti di cosmologia, esoterismo, religioni, intuizioni, fratelli Watchowski, esperienza di vita, comicita’, elaborato senso della ironia e ricerca di un distacco interiore reale dalle cose del mondo pur restando nel mondo come parte attiva per separarli dalle incrostazioni del contingente che li ottundono).
    Insomma questo engine e’ fenomenale credetemi, forse un giorno scrivero’ un libro che lo descriva, ma e’ difficilissimo spiegare un equilibrio che e’ stato fondato su uno squilibro emozionale complesso; oggi pero’ mi sento benissimo e gestisco brillantemente con non chalanche (ma si scrive cosi’?) situazioni in cui molti perderebbero la testa. Il fatto e’ che il dispositivo mistico consente di produrre benessere a partire da situazioni di merda, scatenando l’ironia e l’autoironia, oppure saturando l’ambiente di pessimismo cinico quando l’ambiente ne e’ gia’ saturo (in questo senso e’ dinamico, per cui per ogni situazione si attiva un processo diverso a seconda delle esigenze; questo e’ il risultato empirico di un esperimento pluriennale su di me). In questo modo si ottiene il duplice risultato di trarre energia da cio’ che dovrebbe togliercela e di allontanarsi di dosso le persone che producono una pericolosa negativita’ da “gabbia di Faraday spirituale” (in pratica sono quelle che ti dicono che sei pazzo ma che poi alla fine vivono frustrati sempre per le stesse cazzate). Poi, cosa incredibile a dirsi, l’80% dei risultati non sono prodotti dall’engine stesso, il quale di solito produce solo l’impulso per disincagliarsi dal fondo, ma dall’effetto a cascata che deriva dal riuscire a vedere la vita per cio’ che essa realmente e’, ed essa e’ (a mio parere) comunque sempre farcita di opportunita’. Come questo blog, come questa sera, in cui sono a casa a rippare dvd e quindi devo star qui davanti a leggere e scrivere qualcosa. Ad ogni modo per chi e’ riuscito a resistere fino a questo punto, sappia che c’e’ sempre qualcosa di interessante da fare, l’importante e’ trovarlo e non farsi rubare il tempo da chi invece vorrebbe variare la nostra frequenza vibratoria dai Ghz ai Khz (i kapo’ in ufficio, al Lidl, ovunque). Impariamo a vivere al servizio di noi stessi e della qualita’ della nostra vita prima di tutto, e POI di tutto il resto, dando a Cesare quel che e’ di Cesare ma il culo no… a costo di far saltare il sistema come un tappo di champagne. E non mi dite che e’ difficile, anche io ho fatto lavori in cui ero sfruttato, ma son sempre riuscito a prendere per il culo il kapo’ di turno e a fargli venire il dubbio profondo di quanto fosse squallida la sua esistenza al servizio della “Macchina”; si fa cosi’, si incidono piccole crepe nello spirito degli altri sfruttati come noi fino a che non allarghino un po’ le maglie della parete di cemento del controllo. Poi ci si pianta un seme e si annaffia… Se noi siamo soddisfatti della nostra esistenza chi ci sta intorno se ne accorgera’ e la sua esistenza migliorera’ nella misura della sommatoria di tutti quelli soddisfatti della propria esistenza che incontrera’. Se viviamo una vita di merda costretta e castrata, spargeremo solo merda e nevrosi intorno a noi. E alora sara’ piu’ dura uscirne, anche con il mitologico soul amplifier di cui dispongo..

  2. Simone:

    Non e’ che sei anche tu un essere mitologico, dal corpo di uomo…

 
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