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sabato 17 Aprile 2010, 18:19

Streaming

Domani la terza riunione del Movimento 5 Stelle Piemonte – dalle 10 fino al pomeriggio – sarà trasmessa in streaming, con la possibilità di commentarla in diretta (e, tramite i commenti, sollevare questioni a chi è là).

Vorrei complimentarmi con il mio stesso gruppo, perché questa è la miglior risposta alle osservazioni che io ho fatto sul mio blog giorni fa. Pur conservando la mia diversa opinione sulle scelte effettuate dal Movimento in materia di organizzazione interna e di procedure di selezione dello staff, è evidente la buona fede del gruppo, che ha messo in piedi uno sforzo organizzativo importante per tenere subito fede alle promesse di trasparenza effettuate in campagna elettorale.

Spero adesso in una buona partecipazione di pubblico, per provare che davvero c’è un interesse non soltanto di principio, ma fattivo, all’esercizio della democrazia partecipativa.

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3 commenti a “Streaming”

  1. Adriano Bina:

    In bocca al lupo a tutto il gruppo per domani (emh … per oggi vista l’ora!). Spero che tutti coloro che, come me, hanno creduto nel MoVimento comprendano che sia normale che all’interno di un gruppo serio si manifestino opinioni differenti, che ci siano momenti di accesa discussione e di tensione. Spero che si comprenda che ciò che è accaduto nelle precedenti riunioni (come riportato da Vittorio) possa essere semplicemente dovuto al fatto che ciascuno all’interno del gruppo (in totale buona fede) voglia che si percorra la strada migliore (dal proprio punto di vista) per rispettare il più possibile (e non deludere) le aspettative di chi ha manifestato così tanta fiducia in ciò che rappresenta qualcosa di realmente nuovo sullo scenario politico (locale e nazionale). Il Movimento è giovane, deve crescere e ogni crescita passa necessariamente anche attraverso errori ed incomprensioni, ma a qualunque cosa che sta crescendo deve essere dato il tempo e il modo per crescere pienamente e mostrare allora tutte le sue potenzialità. Spero che tutti coloro che hanno votato il MoVimento abbiano la pazienza e la fiducia necessaria e prima di esprimere giudizi negativi e prematuri ripensamenti lascino trascorrere il tempo necessario per poter valutare meglio ciò che verrà prodotto. Per adesso, buon lavoro ragazzi!

  2. Michele Ferraudo (tersite):

    Il mio commento su http://www.piemonte5stelle.it/?p=2576
    “La riunione e la diretta si interrompono sul più bello, anche se emerge già chiaramente il contrasto tra l’oligarchia partitica e gli eletti.
    Ho ascoltato di un contratto stipulato neanche metaforicamente con gli elettori e con il moVImento ma nero su bianco con un partito, a numero di iscritti chiuso, che limita fortemente, ed in contrasto con la legge, il mandato degli eletti. La cosa mi ha lasciato molto perplesso. Se dentro la lista gli elettori fanno le loro scelte in nome di quale principio tutte le decisioni dovrebbero essere prese da una associazione? Perché il volere dei consiglieri dovrebbe essere limitato?
    Strano che una forza politica che propone la preferenza pretenda poi che gli eletti siano obbligati a seguire i dictat di un partito.
    Per me è semplice, tutti gli elettori che votano 5stelle ne condividono gli obbiettivi, chi da la preferenza delega una persona con la quale ha e deve avere un rapporto diretto e non mediato da organizzazioni politiche o comunque da gente mai scelta dagli elettori o da questi trombata.
    Altrimenti mi spiegate a cosa serve il voto di preferenza? Non è più coerente la lista bloccata di Calderoli? E se gli eletti sono dipendenti degli elettori perché una associazione dovrebbe interpretare il volere degli elettori meglio che i candidati che questi hanno scelto?
    Io rimango dell’avviso che eletti ed amministratori DEBBANO essere indipendenti dai pariti e rispondere DIRETTAMENTE agli elettori. E a nessun altro.
    Gli elettori dovrebbero poter scegliere i candidati con le primarie, gli elettori gli eletti con il voto: quindi gli eletti svolgere il mandato senza vincoli. Elettori, candidati e attivisti si ritrovano, se lo ritengono, in partiti, il più aperti e democratici possibili, che svolgono la loro azione politica certo legata a quella delle liste e quindi agli eletti, ma in modo assolutamente autonomo.
    I rimborsi elettorali, che io abolirei, come l’autofinanziamento devono essere gestiti dai partiti in modo democratico ma autonomo dagli eletti, mentre i fondi e le strutture che la legge mette a disposizione degli eletti devono essere da questi gestiti senza “vincolo di mandato”.
    Sono a favore del finanziamento privato ma trasparente ai partiti e contro quello pubblico, mentre penso che lo stato debba finanziare gli eletti e solo quelli, pagandoli anche bene, ma limitando i fondi che in campagna elettorale possono spendere i singoli candidati per le loro campagne personali. Anche se sono ricchi di famiglia.
    Pensate che il mio sia un discorso teorico? Se ad esempio, e lo dico solo come esempio per assurdo, l’associazione avesse stipulato, ufficialmente o nei fatti, un accordo con il movimento NO TAV che prevedeva in cambio di un bel pacchetto di voti qualche prebenda anche nel caso il loro candidato non fosse stato eletto, accordo assolutamente legittimo, perché dovrebbero farsene carico gli elettori di Cuneo che hanno eletto Biolé?
    E se qualcuno che si è sbattuto per il moVimento si aspetta un lavoro perché dovrebbe pensarci l’elettore di Bono?
    Tutti i 90.000 elettori hanno votato il partito, abbiate il coraggio di usare i rimborsi elettorali e con quelli rispondete alle esigenze legittime dei militanti, ma lasciate liberi i consiglieri, che rappresentano anche me che non li ho votati, di fare le loro scelte e di assumersene la responsabilità. Se proprio non volete usare i rimborsi dovete usare le sottoscrizioni volontarie. Anche quelle corpose degli eletti, ma solo volontarie. Gli assistenti dei consiglieri DEVONO dipendere da loro e SOLO da loro, perché la gente, piaccia o non piaccia, ha scelto loro.
    E’ lo stesso motivo per il quale in Emilia hanno sbagliato a candidare Favia in tutti i collegi, come Berlusconi, e poi a fare scegliere a 40 persone su quale collegio optare. In questo modo si è tradito il mandato degli elettori, tagliata fuori Modena, impedito un minimo di equilibrio di genere, e lasciato uno strascico di polemiche e di registrazioni “rubate” e rese pubbliche dagli esclusi.
    Anche sulle pari opportunità, lasciatemelo dire, l’unica donna di cui si sia parlato qui in Piemonte è la presunta moglie di qualcuno come denunciato da Bertola.
    Per il resto vedo solo nomi di uomini…”

  3. helen:

    :-D ma guarda che i Grilli le dirette streaming le facevano anche prima di “diventare” “il tuo gruppo”…quando si ritenevano necessarie. l’utilizzo della rete per accessibilità e trasparenza è uno dei principi cardine su cui Grillo s’è sempre battuto.

 
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